Regione, 2.500 euro per ogni figlio nato nei piccoli Comuni

19 Dicembre 2021

Nel dettaglio la legge che vuole fermare lo spopolamento Vale per 166 centri. Stessa cifra a chi si trasferisce dalla città

Sono ben 166 i piccoli Comuni abruzzesi interessati dalla legge anti-spopolamento approvata martedì scorso dal consiglio regionale. Il provvedimento, che prevede sia assegni di natalità che incentivi per i nuovi residenti, si riferisce, infatti, ai Comuni classificati come montani dell'Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani), ovvero quelli con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti nei quali è stato registrato, nell'arco degli ultimi 5 anni, un calo demografico superiore alla media regionale, nonché tutti i comuni montani fino a 200 abitanti, anche quelli dove non si è verificato alcun calo. Sono requisiti che disegnano un perimetro in cui sono ricompresi, per l’appunto, 166 centri su 305, il 54% del totale, anche sarà la giunta a stilare, nei prossimi 30 giorni, l’elenco definitivo.
ASSEGNO DI NATALITÀ. La legge agisce su due filoni, uno a sostegno dei nuovi nati e l’altro rivolto ai nuovi residenti. Quanto al primo, viene introdotto, a partire dal 1° gennaio 2022, un assegno di natalità, corrisposto per 12 mensilità, fino a un massimo di 2.500 euro annui, alla nascita di un figlio, fino al compimento del terzo anno di vita del bambino, oppure «al momento dell’ingresso in famiglia di un minore in adozione o in affido fino a tre anni di età». L’assegno è destinato sia ai nuclei familiari già residenti in uno dei Comuni individuati dal provvedimento sia a quelli che vi si trasferiranno impegnandosi a mantenere la residenza per almeno 5 anni. In entrambi i casi, i destinatari della misura devono avere un Isee inferiore a 25 mila euro. La legge individua anche un ordine di priorità nella platea dei potenziali beneficiari: in prima fascia ci sono i nuclei con uno o più figli disabili; a seguire, i nuclei monoparentali; quelli con primo figlio nato (oppure in adozione o in affido) e, infine, anche per il secondo figlio.
NUOVI RESIDENTI. Nel dettaglio, l’altra misura introdotta dalla legge consiste in un assegno di 2.500 euro annui in favore delle famiglie che sposteranno per almeno cinque anni la residenza in un Comune montano. L’incentivo è rivolto sia ai cittadini italiani sia agli stranieri UE ed extra UE (compresi gli apolidi) con regolare permesso di soggiorno e residenza acquisita da almeno cinque anni consecutivi. Destinatari della misura sono anche gli italiani all’estero che intendono rientrare in patria. «Per coloro che sono già residenti sul territorio regionale», si legge nel provvedimento, «il comune di provenienza deve avere una popolazione non inferiore a 3.000 abitanti». Ovviamente bisognerà dimostrare che l’immobile nel quale si sposta la residenza è di proprietà o occupato mediante regolare contratto d’affitto o di comodato d’uso. È prevista anche una premialità, consistente nel raddoppio dell’assegno, se i nuovi residenti avvieranno nel comune di destinazione un’attività imprenditoriale.
I FONDI. A copertura degli interventi ci sono 1,5 milioni per il 2022 e 1 milione per il 2023. Ma, precisa il capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa, primo firmatario del provvedimento, «se la legge dovesse funzionare, sono sicuro che il consiglio aumenterà la dotazione finanziaria. Questa legge» prosegue Testa «sancisce un cambio di paradigma. Riteniamo che, per fermare la desertificazione a cui i piccoli comuni montani, che rappresentano l’ossatura dell’Abruzzo, vanno incontro, ci sia bisogno, oltre che di opere strategiche, presidi sanitari e servizi, anche di un nuovo approccio culturale. Le misure della legge vanno proprio in questa direzione».