Regione, dagli atti rispunta la legge elettorale-Marsilio

24 Settembre 2023

Va in Consiglio, giovedì 28, la richiesta per prorogare la Commissione Statuto È l’organismo che può riformare le regole del voto, ma è scaduto il 9 settembre

L’AQUILA. Bastano due righe per riaccendere i fari sulla riforma della legge elettorale. «Modifica della durata della Commissione speciale per l'attuazione e le modifiche allo Statuto, per le modifiche alla legge elettorale e per lo studio del regionalismo differenziato», così si legge sull’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale, fissato per giovedì 28 settembre e non, come annunciato, per martedì 26, perché Marco Marsilio è impegnato a Bruxelles e non vuole mancare all’appuntamento con il prossimo consiglio.
Il presidente uscente e ricandidato dal centrodestra alle elezioni regionali del 2024, del resto, lo aveva annunciato pochi giorni fa dal palco della festa di Fratelli d’Italia a Pescara, dove ha concluso il suo primo comizio parlando proprio della riforma della legge elettorale che porta la sua firma e prevede, nei 14 articoli, l’istituzione del collegio unico regionale oltre che l’allungamento delle liste a ben 45 nomi.
Ma è anche la proposta di riforma che, ad aprile, ha subito lo stop trasversale da parte di Pd, M5S, Lega e Forza Italia. Ma il governatore vuole rimetterla in pista, nonostante che l’articolo 14 dello Statuto regionale lo vieti nei sei mesi che precedono il voto.
L’assist gli arriva dal presidente della Commissione Speciale per le modifiche dello Statuto, il sottosegretario Umberto D’Annuntiis, di Fratelli d’Italia come Marsilio, che ha presentato una richiesta ufficiale a Lorenzo Sospiri chiedendo al presidente del Consiglio regionale una proroga di tempo per la commissione scaduta il 9 settembre scorso.
La sua richiesta, calendarizzata per il 28 settembre, sarà quindi votata in aula. Ma qui entriamo nei meandri strategici della politica. Il sottosegretario di maggioranza infatti basa e motiva l’istanza di proroga facendo riferimento solo al secondo tema di cui dovrebbe occuparsi la Commissione, un tema proposto non da Marsilio ma dall’opposizione al gran completo: «Risulta ancora pendente», si legge nell’atto, «la mozione n. 52 a firma dei consiglieri Paolucci, Taglieri, Pietrucci, Di Benedetto, Mariani e Blasioli recante "Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione», che si configura quale occasione per approfondire con estrema attenzione le disposizioni contenute nel recentissimo disegno di legge approvato dal Governo su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie». Così scrive D’Annuntiis. È un gesto di galanteria? O è il modo per incassare un sì da Pd, M5S e civiche d’opposizione? Lo scopriremo giovedì in Consiglio. (l.c.)
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