Regione, ecco la prima App per denunciare le violenze

17 Novembre 2023

Si chiama “MeTe” e verrà presentata agli studenti martedì prossimo a Teramo I casi sono in aumento: in un anno quasi 600 le segnalazioni al numero 1522

L'AQUILA . L'Abruzzo sarà la prima regione in Italia ad attivare un'app per contrastare la violenza contro le donne. Il dispositivo si chiama "MeTe" e verrà presentato ufficialmente a Teramo, il prossimo 21 novembre, davanti ad una vasta platea di studenti degli istituti scolastici cittadini, dall’assessore regionale con delega al Sociale, Pietro Quaresimale, dal dirigente del Servizio tutela, sociale, famiglia, Tobia Monaco, e da Ambrogio Castellini, referente della società che ne ha curato materialmente la realizzazione.
L'applicazione fa parte di un più ampio progetto regionale "Combattere la violenza di genere", finanziato con circa 600mila euro attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione.
I numeri dicono che, in tema di contrasto alla violenza, c'è ancora molto da fare: nel 2021, quasi 600 persone hanno telefonato al numero antiviolenza 1522 dall’Abruzzo.
Una donna su tre, nella nostra regione, dichiara di aver subito violenza nel corso della sua vita; inoltre, la violenza psicologica ed economica ha un’incidenza più elevata in Abruzzo rispetto alla media italiana. Un territorio che, di contro, ha il più alto numero di centri antiviolenza in rapporto agli abitanti.
APP METE. «Non abbiamo la presunzione di dire che riusciremo a sconfiggere il fenomeno», ha detto Quaresimale, «ma sono certo che questo progetto, estremamente innovativo, rappresenterà un utile strumento di prevenzione tra le tante misure ed iniziative messe in campo dalle Istituzioni. Non sarà rivolto solo a prevenire ogni atto di violenza e vessazione contro le donne, ma contribuirà a sensibilizzare soprattutto i giovani anche sul tema del cyberbullismo e su quello della violenza di genere. Grazie all’impegno del Dipartimento lavoro-sociale e alla collaborazione ricevuta dall’Ufficio Scolastico regionale», ha aggiunto l’assessore, «abbiamo lavorato alla realizzazione di una alternativa valida e certificata rispetto ai tanti canali di disinformazione che, purtroppo, troppo spesso, finiscono per alimentare le menti delle giovani generazioni».
L’app "MeTe", oltre ai contenuti legati alla violenza di genere, ha anche una sezione dedicata alla rete dei centri antiviolenza disseminati sul territorio regionale, con tutti i riferimenti telefonici e le mail, oltre ad una mappa dettagliata dei consultori presenti nelle quattro province.
SERVIZI OFFERTI. I contenuti dell’App avranno principalmente obiettivi di tipo preventivo sul rischio di condotte violente nelle relazioni affettive tra pari. Lo scopo è quello di mostrare ai ragazzi che è nel loro potere cambiare le cose, impedire che il fenomeno della violenza di genere si riproduca con gli stessi drammatici effetti, testimoniati dai dati sul numero abbastanza stabile dei femminicidi nel tempo, anno dopo anno, generazione dopo generazione, nonostante gli sforzi in questo settore. "MeTe" offrirà alle ragazze e ai ragazzi un percorso e degli stimoli utili a capire cosa si intenda per violenza di genere, dove affonda le radici il fenomeno, quali fattori lo rendano possibile e come imparare a riconoscere i segnali della violenza per coglierli in tempo, a sapere quali comportamenti violenti non è lecito accettare e quali sono i comportamenti allarmanti che devono essere portati all’attenzione di un adulto. Infine, indirizza i ragazzi per capire a chi rivolgersi se hanno bisogno di un confronto, di segnalare situazioni di rischio o di comportamenti violenti. La realizzazione dell’applicazione ha previsto un’azione di ascolto e dialogo con il territorio, su base provinciale, con le associazioni, gli enti e le associazioni che svolgono un'azione a tutela delle donne e contro ogni forma di violenza. (m.p.)
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