«Regione, gli ex Ciapi dimenticati»

Blasioli: spariti la legge e i fondi per salvare i posti dell’istituto di formazione di Chieti
CHIETI. «La Regione non applica la legge che prevede la riassunzione degli ex dipendenti del Ciapi di Chieti Scalo che, per di più, trovano sotto l’albero un pessimo regalo: la richiesta di un pagamento di 42mila euro».
La denuncia di Antonio Blasioli, consigliere regionale del Pd, riaccende l’attenzione su una lunga e dolorosa vicenda che ha portato due anni fa, dopo 53 anni di attività, alla fine del centro regionale di formazione. La speranza si era riaccesa ad agosto del 2022 quando, con la fusione tra Fira e Abruzzo Sviluppo, era stato approvato un emendamento con cui la nuova società assumesse anche le funzioni in materia di formazione. «La soluzione trovata», spiega Blasioli, «permetteva di non disperdere il patrimonio di conoscenze detenuto dal Ciapi e di offrire una chance lavorativa agli ormai pochi lavoratori rimasti». La Regione aveva stanziato inizialmente 240.000 euro, incrementati a 390.000 per ogni annualità. L’ultima modifica legislativa, con cui è stata anche autorizzata Fira ad aumentare il personale, è dello scorso 12 settembre. «Da quella data però, niente si muove», sottolinea il consigliere regionale, «le promesse sono rimaste lettera morta, sembrerebbe a causa della mancata copertura economica. Un’ipotesi che stentiamo a credere», continua Blasioli, «ma che sembra essere la motivazione reale. Insomma è stata approvata una legge che non ha coperture per gli anni successivi al 2023». E arriviamo alla proposta: «Chiediamo che la Regione al più presto provveda a definire risorse reali per dare una definitiva attuazione alla legge, e lo faremo già nel progetto di legge Milleproroghe per non disperdere il patrimonio di conoscenze detenuto dal Ciapi, ormai in liquidazione». Così dice l’esponente del Pd che conclude la nota svelando un risvolto recente che suona come una beffa: «Nei giorni scorsi tutti gli ex dipendenti Ciapi che hanno dovuto far ricorso al giudizio per recuperare gli stipendi non pagati, si sono visti richiedere 42.000 euro in solido con la Regione Abruzzo soccombente, come spese per la registrazione del contenzioso». (l.c.)

