Regione, l’opposizione in campo per dire no ai tagli ai Comuni

14 Luglio 2024

I consiglieri del Patto per l’Abruzzo rivolgono una “chiamata alle armi” ai 285 sindaci penalizzati E incalzano il presidente Marsilio: «Gli chiediamo di stare, almeno questa volta, dalla parte giusta»

L’AQUILA. Sui Comuni e le Province si abbatte la mannaia del Governo Meloni che decide di tagliare i fondi che sindaci ed Enti locali utilizzano per garantire servizi essenziali ai cittadini. In Abruzzo questo taglio lineare si traduce in una perdita di circa 30 milioni, di cui i primi 5,8 in fumo già dal 2024 e poi a seguire per i prossimi 5 anni, fino al 2028. Una scelta che colpisce le piccole e grandi realtà territoriali, basti pensare che i tagli coinvolgono ben 285 comuni sul totale di 305, oltre alle quattro Province.
Le associazioni degli Enti locali (Anci, Uncem e Ali) hanno già espresso profonda indignazione e hanno denunciato le pericolose conseguenze di questa manovra, al loro fianco si schierano i consiglieri di opposizione del Consiglio regionale che compongono il Patto per l’Abruzzo: «La manovra del Governo», spiegano, «assume in Abruzzo i connotati di una vera e propria emergenza, in quanto le casse della Regione sono già vittime di scelte scriteriate di un centrodestra spendaccione, incapace di utilizzare al meglio per i cittadini i fondi pubblici. E ora da Roma arriva il colpo di grazia che si abbatte sulla spesa corrente dei Comuni e delle Province, cioè su quelle spese vive, quotidiane e indispensabili che sono destinate al personale, alle bollette, ai servizi e al funzionamento vitale delle nostre città e dei nostri paesi».
«Tagli che molto probabilmente dovranno essere fronteggiati con la diminuzione dei servizi ai cittadini o attraverso l’aumento delle tariffe», denuncia l’opposizione.
«A poco serve la strategia comunicativa di connotare queste azioni con il termine inglese spending review che nel passato è stato usato per indicare la lotta agli sprechi o l’eliminazione di costi e interventi inutili. Stiamo parlando di ben altro!», esclamano indignati i consiglieri. «Inoltre questa manovra, per come concepita, andrà a colpire proprio i comuni più virtuosi che sono stati capaci di avviare dei progetti grazie all’utilizzo del Pnrr e che quindi si troveranno davanti alla paradossale situazione di avere strutture nuove, come per esempio asili nido, ma non potranno renderle operative per mancanza di fondi».
«E provare a minimizzare questi rischi», incalzano, «annunciando l’arrivo delle risorse dell’Accordo di Coesione è anch’esso un tentativo di distrazione di massa messo in atto dal centrodestra. I fondi di Coesione», distingue l’opposizione, «sono risorse europee destinate a infrastrutture o interventi strategici (la digitalizzazione, l’ambiente, la mobilità e i trasporti, l’innovazione tecnologica) che nulla hanno a che fare con la “spesa corrente” che gli Enti Locali sostengono ogni giorno».
Il Patto per l’Abruzzo quindi lancia un appello, anzi una chiamata alle armi: «Serve una mobilitazione decisa di tutti gli amministratori locali, delle forze politiche e sociali, senza timidezze e ipocrisie. Chiediamo questo a tutti i sindaci, anche quelli del centrodestra. E al presidente Marsilio, almeno questa volta, di stare dalla parte dell’Abruzzo». (u.c.)