Regione sull’area di risulta Ora si vota il maxi mutuo

26 Agosto 2024

Domani all’Aquila la seduta del consiglio regionale sulla manovra da 50 milioni Pd e M5S pronti a presentare una raffica di emendamenti alla sede unica

PESCARA. Sono passati venti giorni dall’ultima seduta del consiglio regionale che, il 6 agosto scorso, avrebbe dovuto dare il via libera al maxi mutuo da 50 milioni di euro per costruire la sede unica della Regione Abruzzo nell’area di risulta. Ma qual giorno il voto è saltato per i veti nella maggioranza di centrodestra e domani, all’Emiciclo, ci sarà un’altra puntata: stavolta il governatore Marco Marsilio potrebbe incassare il voto favorevole e dare il via alla manovra. È un passaggio chiave per la riqualificazione dell’area di risulta, una grande opera contestata: una svolta per Pescara, secondo tutta la filiera del centrodestra, dal Comune alla Regione fino al Parlamento; tutto il contrario invece per il centrosinistra, il M5S, l’esponente civico Domenico Pettinari e gli ambientalisti che, per protesta, si sono incatenati alla recinzione del primo cantiere già aperto.
È un’operazione da oltre 70 milioni di euro quella che dovrebbe cambiare faccia all’area di risulta, a 37 anni dal passaggio dell’ultimo treno: un presente da distesa di asfalto con oltre 2.300 parcheggi e un futuro da bosco nel cuore della città. I primi 4 milioni per il verde sono quelli promessi dalla fondazione PescarAbruzzo in una scrittura privata sottoscritta con l’amministrazione Masci; gli altri 15,9 milioni, secondo l’amministrazione Masci, sono già pronti per la costruzione del silos; e poi c’è la partita per il palazzo della Regione su un’area di 10mila metri quadrati.
La legge sull’assestamento di bilancio che andrà in aula domani all’Aquila prevede, all’articolo 14, lo stesso percorso ipotizzato venti giorni fa: «Ai fini del reperimento delle risorse necessarie a garantire la copertura finanziaria degli interventi volti alla realizzazione dell’immobile da adibire a sede unica della Regione Abruzzo in Pescara, l’ente potrà autorizzare il ricorso all’indebitamento, nei termini che verranno definiti con successivo provvedimento normativo e ciò previa puntuale quantificazione dei connessi oneri e in presenza delle condizioni di legge». Non si parla di cifre ma l’importo potrebbe superare i 50 milioni di euro. Tutto dipenderà dal progetto della sede: le direttive per adesso parlano di uffici ma anche di un auditorium per gli spettacoli e una biblioteca ma la volumetria esatta non si conosce.
Di certo, il voto non sarà una passeggiata per l’asse Fratelli d’Italia-Forza Italia-Lega: è scontato che il Pd e il M5S alzino il tiro con una serie di emendamenti mirati a bloccare l’operazione.
Una parte dell’area di risulta resta un cantiere aperto per la doppia bonifica, bellica e ambientale: la chiusura di una parte del maxi parcheggio ha aperto un’emergenza sosta nel centro della città che ha messo uno contro gli altri l’amministrazione e i commercianti ma, senza la bonifica, il progetto di riqualificazione non potrebbe andare avanti.
Intanto, entro novembre, la società Rina Check srl di Genova dovrà concludere la verifica del progetto del primo lotto da 20 milioni di euro: solo con il sì della Rina Check, il Comune potrà poi dare il via alla gara d’appalto per trovare l’impresa che curerà la progettazione esecutiva e, a seguire, realizzerà i lavori nel cuore di Pescara.