Regione, un milione di euro per aiutare donne violentate

I contributi messi a disposizione dei centri di assistenza e delle case rifugio Pubblichiamo i requisiti principali che deve avere chi presenta la domanda
L’AQUILA. «Promozione e sostegno dei centri antiviolenza e delle case rifugio per le donne vittime di violenza». Si intitola così l’avviso pubblico della Regione Abruzzo che, per la prima volta, mette a disposizione oltre un milione di euro per chi svolge attività di assistenza e supporto sociale e psicologico alle vittime della violenza di genere. A fine settembre scadrà il termine per la presentazione delle domande per accedere ai finanziamenti. Sono ammessi a presentare le domande innanzitutto le associazioni e le organizzazioni, con sede operativa in Abruzzo, che operano nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza; che abbiano maturato esperienze e competenze professionali specifiche in materia di violenza contro le donne e che utilizzino una metodologia di accoglienza basata sulla relazione tra donne, con personale specificamente formato. Ma anche gli enti pubblici e locali possono partecipare all’avviso, avvalendosi esclusivamente di personale professionalmente qualificato. Il requisito prioritario per le associazioni e le organizzazioni è quello della registrazione nel Runts (il Registro unico nazionale del Terzo settore).
Occorre inoltre avere nel proprio Statuto da almeno cinque anni «gli scopi del contrasto alla violenza maschile e di genere, del sostegno, della protezione e del supporto sia delle donne che hanno subìto o subiscono violenza sia dei loro figli». Le domande devono essere presentate, entro la mezzanotte i lunedì 30 settembre, alla Regione Abruzzo - Dipartimento Lavoro - Sociale – Servizio Tutela Sociale - Famiglia utilizzando lo Sportello digitale dell’ente raggiungibile all’indirizzo https://sportello.regione.abruzzo.it. È stata l’ex consigliera di Forza Italia, Sara Marcozzi, insieme a Mario Quaglieri (Fdi), a proporre la legge regionale che, alla fine della scorsa legislatura, ha incrementato gli aiuti per le donne vittime di violenza.
La sua legge prevede una nuova disciplina dei finanziamenti, con l’erogazione sistematica da parte della Regione, entro il mese di novembre di ciascun anno, di contributi alle strutture iscritte al Runts.
E promuove ulteriori progetti nelle istituzioni scolastiche, interventi per l’inserimento lavorativo e percorsi per agevolare i figli delle donne vittime di violenza. Le prestazioni dei centri antiviolenza sono naturalmente rese a titolo gratuito e la permanenza nelle case rifugio è consentita fino a un massimo di tre mesi, così come vengono previste forme di sostegno regionale per il patrocinio legale oltre che l’istituzione di un tavolo tecnico permanente sui centri antiviolenza e le case rifugio. (l.c.)

