Regole meno severe sulle spiagge libere

22 Maggio 2020

Vincoli più soft e maggior flessibilità su vigilanza e cartellonistica: la Regione accoglie le richieste dei 19 Comuni costieri

PESCARA. L’onda della disapprovazione dei 19 Comuni della costa abruzzese s’infrange sul punto 15 del protocollo 3, quello relativo alla sicurezza delle attività ricreative di balneazione e in spiaggia. Punto 15 che nello specifico detta le linee guida per la gestione delle spiagge libere, vero nodo di questi giorni di fronte alle riaperture e all’emergenza pandemia. L’Abruzzo ha circa 100 chilometri d’arenile senza strutture ricettive, alcuni dei quali in riserve naturali di rara bellezza.
Le rimostranze dei sindaci, da Martinsicuro a San Salvo, sono state portate ieri sul tavolo della Regione, in un confronto con gli assessori Nicola Campitelli (Demanio) e Mauro Febbo (Turismo).
I Comuni hanno chiesto e ottenuto che il punto 15 venisse ampiamente modificato e asciugato. La stagione balneare è imminente e già nelle prossime 48 ore si dovrebbe definire un nuovo protocollo, più flessibile, che contempli le diverse esigenze (la costa del Teramano è differente da quella di San Vito Chietino o Rocca San Giovanni).
«L’ordinanza attuale è inapplicabile, perché scarica oneri e responsabilità soltanto sui Comuni», chiarisce Gianguido D’Alberto, presidente dell’Anci Abruzzo, l’Associazione dei Comuni, nonché primo cittadino di Teramo. «La stessa disposizione nell’ultimo Dpcm è generica e dà alle Regioni facoltà di decidere sulle spiagge libere», riprende D’Alberto, «serve una disciplina più asciutta, che dia discrezionalità ai Comuni sulle azioni da compiere, ovviamente nel rispetto delle regole: per esempio una vigilanza dinamica e non fissa, oppure una cartellonistica dettagliata e una responsabilità in capo agli utenti. Un po’ quello che ha fatto l’Emilia Romagna. Chiediamo poi di sgravare i Comuni dagli oneri, perché queste azioni vanno sostenute economicamente. Siamo soddisfatti dell’esito della riunione, ma sarebbe stato meglio aver condiviso prima certi aspetti».
L’Anci, attraverso il direttore Massimo Luciani, sta lavorando a fornire indicazioni per nuove linee guida. Il documento sarà inviato già oggi negli uffici della Regione. Nel frattempo, alcune giunte comunali hanno definito bandi per assegnare, ad associazioni o balneatori confinanti, dei tratti di spiaggia libera in modo da garantire cura e vigilanza.
L’assessore al Demanio, Campitelli, conferma che arriverà una modifica del provvedimento. «Sarà improntato alla flessibilità e a una riduzione dei vincoli», spiega il rappresentante della giunta Marsilio, «il nostro intento, fin dall’inizio, è stato volto al confronto con i sindaci e questa prima ordinanza era essenzialmente rivolta ai balneatori. Abbiamo chiesto un intervento al governo perché sappiamo che per la gestione delle spiagge libere occorrono fondi ma finora abbiamo ricevuto zero risposte. Nel frattempo, per gestire la prima emergenza, come Regione abbiamo previsto 3 milioni di euro, tra balneatori e Comuni, in uno specifico emendamento che domani (oggi per chi legge, ndr) porteremo in consiglio regionale. Un primo sostegno, ma rispetto allo zero del governo è già qualcosa. Insieme ai sindaci, poi, rivedremo il punto del protocollo. Ci siamo dati 48 ore perché è da fare subito, la stagione è arrivata».
Il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, torna sull’aspetto relativo agli aiuti economici: «Il protocollo va rivisto e servono soldi, perché senza ci sarebbero rischi elevatissimi per la sicurezza».
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