Regole più severe: i comuni ora sono 35

14 Marzo 2021

Sono tutti in rosso, a questi se ne aggiungono 26 sotto esame

Sono saliti a 35, con l’ordinanza firmata da Marco Marsilio venerdì, i comuni abruzzesi “in rosso”, due in più rispetto a una settimana fa.
Nella mappa delle aree dove saranno in vigore,fino al 21 marzo le restrizioni restano i capoluoghi di provincia Pescara e Chieti (e la rispettiva area metropolitana), tutti i centri più popolosi già individuati dall’ordinanza precedente, ai quali si aggiunge anche Tortoreto. Entrano poi nella categoria dei “sorvegliati speciali”, pur rimanendo in fascia arancione, Penne, Alba Adriatica, Castel Di Sangro e Pratola Peligna mentre escono San Salvo e infine Vasto.
LA NUOVA MAPPA. L'elenco aggiornato dei comuni sottoposti a restrizioni, tra conferme e nuovi ingressi, è il seguente: in provincia di Teramo, Silvi, Pineto, Roseto e Tortoreto; in provincia dell’Aquila, Ateleta, Capitignano, Ovindoli, Castelvecchio Subequo, Cagnano Amiterno, Pizzoli, Sante Marie e Rivisondoli; in provincia di Pescara, la città di Pescara, Spoltore, Montesilvano, Città Sant’Angelo, Pianella, Lettomanoppello, Manoppello, Cepagatti, Collecorvino, Catignano, Rosciano, Moscufo, Cappelle sul Tavo; in provincia di Chieti, la città di Chieti, Torrevecchia Teatina, Ripa Teatina, Miglianico, Bucchianico, San Giovanni Teatino, Lanciano, Ortona, Francavilla al Mare, Montazzoli. Nei confronti di tutti questi comuni si applicheranno le misure restrittive già disposte prima.
CHI ESCE. Rispetto alla scorsa settimana, escono dalla fascia rossa i comuni di Castiglione a Casauria, Torre de’ Passeri, Turrivalignani, Scafa, Caramanico Terme e San Valentino in Abruzzo Citeriore in provincia di Pescara e Roccaraso in provincia dell’Aquila.
SOTTO MONITORAGGIO. I comuni che, pur rimanendo in fascia arancione, verranno sottoposti a “sorveglianza particolare” da parte delle Asl sono, tra conferme e nuovi ingressi: Penne, in provincia di Pescara; Atessa, Paglieta, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro, Frisa, Castelfrentano, Roccamontepiano, Casalincontrada, Guardiagrele, Altino, Torino di Sangro, Orsogna e Colle di Mezzo in provincia di Chieti; Colonnella, Mosciano Sant’Angelo, Castellalto, Alba Adriatica e Notaresco in provincia di Teramo; Barete, Campo di Giove, Prezza, Rocca Di Mezzo, Scontrone, Castel Di Sangro, Pescocostanzo e Pratola Peligna nell’Aquilano.
L’ORDINANZA. Nel provvedimento si sottolinea come dalla «disamina dell’andamento della situazione epidemiologica» sia emerso come «le misure adottate – a fronte dell’intensa circolazione delle varianti del virus – sono state utili alla mitigazione e al contenimento della trasmissione virale».
Ciononostante, subito dopo si legge che «la pressione assistenziale e in particolare quella ospedaliera, presentano ancora forti criticità» e che «persistono le condizioni di rischio sanitario che rendono necessaria la proroga delle misure» già disposte con l’ordinanza la numero 13 del 5 marzo scorso.
Richiamando quest'ultimo provvedimento, tra l’altro, viene motivata anche la proroga della chiusura di tutte le scuole, a eccezione degli asili nido e di quelle materne. Nell’ordinanza del 5 marzo, infatti, veniva messo in risalto «il perdurare della circolazione del virus tra i giovani e giovanissimi in età scolare, come ribadito dalle Asl», particolare che aveva spinto il presidente Marsilio a estendere la Dad integrale, già in vigore alle superiori, anche alle scuole medie e elementari.
Il quadro, dice in sostanza l'ordinanza adottata venerdì, non è cambiato: il virus e soprattutto le sue varianti continuano a colpire tantissimi ragazzi con meno di 18 anni.