«Regole più severe per l’olio extravergine»

18 Novembre 2015

Il presidente dell’agroalimentare dopo l’inchiesta torinese: giusta l’idea della Dop unica regionale

PIANELLA. «Per la certificazione dell’olio extravergine d’oliva occorrono regole più severe. Buona l’iniziativa della Regione di creare un unico olio Dop d’Abruzzo». All’indomani dell’inchiesta della procura di Torino, che ha portato alla luce nuovi casi di adulterazione dell’olio, con il vergine di oliva spacciato per extravergine, a danno dei consumatori, indagini che hanno coinvolto anche alcuni dei maggiori e più venduti marchi italiani, il presidente del distretto agroalimentare di qualità Olio d’Oliva d’Abruzzo, il sindaco di Pianella Sandro Marinelli, ribadisce la necessità di adottare nuove linee guida per spingere nel mercato la diffusione dell’olio made in Abruzzo, oro verde del territorio, prodotto di massima qualità.

«Non siamo sorpresi delle notizie che trapelano dall’inchiesta piemontese» dice Marinelli, «purtroppo, si ripresenta ciò che viene denunciato da tempo dagli addetti ai lavori, la necessità di definire regole più stringenti. La normativa si è evoluta positivamente, ma non è sufficiente. Per questo, continuiamo l’opera di tutela e promozione di prodotti con qualità tracciata e certificata come l’olio Dop». Il presidente Marinelli vede di buon occhio l’avvio, da parte della Regione, del processo finalizzato a costituire un'unica Dop abruzzese, con delle sottozone che ne possano salvaguardare le tipicità: «È un percorso che si muove nella direzione giusta, al quale stiamo dando il necessario supporto, con tutti gli altri protagonisti della filiera. Il nuovo programma di sviluppo rurale dell’Abruzzo dovrà compiere un vero e proprio salto di qualità, mediante la pubblicazione di bandi specifici che, come anticipato dall’assessore regionale all’Agricoltura, dovranno vedere la luce in tempi brevi. Occorre incentivare i produttori verso la certificazione di qualità e affidarsi a una massiccia campagna di comunicazione per valorizzare il marchio “olio d’Abruzzo” per affermare nel consumatore la consapevolezza della qualità superiore del prodotto che viene dalla nostra regione, frutto di un disciplinare molto severo». (g.d.l.)

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