Regole stravolte da un Parlamento illegittimo

di ANDREA COLLETTI* I. l voto al referendum del 4 dicembre riveste una importanza fondamentale per il nostro futuro. Prima di entrare nel merito bisogna fare due premesse. La prima questione è sulla...
di ANDREA COLLETTI*
I. l voto al referendum del 4 dicembre riveste una importanza fondamentale per il nostro futuro. Prima di entrare nel merito bisogna fare due premesse. La prima questione è sulla legittimità della revisione costituzionale: questa riforma, portata avanti dal governo, è stata votata da un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale (il Porcellum) che ha consegnato oltre 130 deputati in più al Pd. Può un Paese civile far stravolgere la Costituzione da un Parlamento eletto illegittimamente?
La seconda questione riguarda invece il tipo di campagna referendaria: il voto di scambio suggerito da politici campani a favore del Sì, la propaganda a favore del Sì fatta da tutti i telegiornali Rai, pagati da tutti noi contribuenti, e Mediaset, la campagna milionaria - oltre 10 milioni di euro (chi li finanzia?) - fatta dai Comitati per il Sì e dal Pd, nonché il posizionamento a favore del referendum delle più grandi banche d'affari americane, della Commissione Europea e della Germania fanno capire l'importanza di questa votazione. Sarà un voto sulla sovranità del popolo italiano rispetto ad entità straniere che vorrebbero ridurci i diritti rendendoci ancora più succubi delle cosiddette élite economiche. Davvero la Germania e le banche d’affari americane secondo voi tengono al nostro benessere? Entrando invece nel merito sono molti i punti pericolosi di questa riforma ma, per motivi di spazio, potrò accennarne solo alcuni. Dal 4, qualora dovesse passare il Sì al referendum, i cittadini italiani non potranno più votare i propri rappresentanti al Senato perché i futuri senatori verranno nominati dai Consigli regionali; i consiglieri regionali ed i sindaci guadagnerebbero l’immunità parlamentare non potendo più essere intercettati e/o arrestati ma, soprattutto, se rinunceremo al nostro diritto di voto per loro sarà molto più facile praticare quelle politiche economiche che stanno mettendo in ginocchio paesi come la Grecia.
D’altro canto il Ministro Calenda l'altro ieri ha dichiarato che la sanità pubblica non è più sostenibile e già la Giunta regionale sta chiudendo in tutto l’Abruzzo ospedali e guardie mediche. Vorreste davvero dare maggior potere a questa classe politica per poter privatizzare la sanità così da permettere le cure solo a chi potrà pagare? Ma ancora più pericoloso sarà l’attacco alla nostra Regione, alle nostre terre ed ai nostri mari. A causa della famigerata “clausola di supremazia” (art. 117 Costituzione) i cittadini abruzzesi non potranno più bloccare le trivellazioni davanti alle nostre coste o il metanodotto Snam che dovrebbe passare sulla dorsale appenninica con una centrale a Sulmona, una delle città sismologicamente più pericolose. Se dovesse passare il Sì, poiché non potremo più votare liberamente i nostri rappresentanti, un partito come il Pd, che rappresenta il 30% dell’elettorato, avrebbe ben il 60% dei seggi, rendendo vano il voto diretto degli Italiani.
Il 4 dicembre non dovrà essere un voto dettato solo da logiche di appartenenza politica. Sarà un voto dettato da logiche di appartenenza democratica e di tutela dei nostri diritti: diritto all’acqua pubblica, diritto alla sanità pubblica, diritto alla scuola pubblica. Votare No contro questo referendum significherà difendere i propri diritti nonché i diritti ed il futuro dei figli e nipoti di ogni cittadino italiano.
*Deputato M5S

