Renzi a Pescara tra selfie e promesse

Pranzo a base di pesce con gli imprenditori: «Felice di essere qui»
PESCARA. Tutti insieme, sorridenti e ispirati da una rinnovata fiducia “alimentata” da quel 1,5 miliardo di euro che da qui al 2020 sarà investito per realizzare 77 opere infrastrutturali in Abruzzo. La fotografia finale dei sindaci abruzzesi intorno a Matteo Renzi è quella che rende meglio il significato della giornata trascorsa dal Presidente del consiglio a Pescara. Arrivato in elicottero da Napoli per l’ora di pranzo, il premier è poi decollato alle 22 dopo nove ore tra selfie, discorsi, applausi e fischi, promesse per l’Abruzzo e contestazioni in strada, inaugurazioni e cori di protesta sul referendum.
Renzi e il libro di D’Alfonso. «Io sono il migliore, signora? Si immagini gli altri allora». Scherza il presidente appena arrivato, alle 13,37, al porto turistico. «Sono felicissimo di essere a Pescara e in Abruzzo», dice mentre entra al ristorante Da Franco, a braccetto con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso che stringe il suo quaderno pieno di richieste dell’Abruzzo al governo. Menù di pesce (vedere a destra), antipasto, primo, secondo e dolce, per Renzi e per gli altri 200 invitati, imprenditori abruzzesi e politici e qualche consorte.
Duecento imprenditori. Fra i presenti c’è anche Barbara Morgante, amministratore delegato di Trenitalia: «Lei non è Renzi ma ci aiuta quasi come Renzi», dice D’Alfonso pensando alla linea Pescara-Roma da velocizzare. All’appuntamento al ristorante ci sono Agostino Ballone (presidente Confindustria e presidente Baltour), Nicola D’Arcangelo, patron della Fas, Carlo e Alfonso Toto, Luca Tosto, Mauro Angelucci della Oma, Rodolfo Di Zio, fondatore della Deco, Enio Barbarossa di Acqua & Sapone, Luigi Cataldi Madonna ed Enrico Marramiero, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani e il presidente della Camera di Commercio Daniele Becci. Spunta anche Antonio Oliveri, ex vice presidente del Pescara, appena assolto dall’accusa di truffa all’Ue: D'Alfonso, sempre assolto, lo accoglie con un abbraccio e gli sussurra all’orecchio: «Ho visto, so tutto». Fra gli invitati anche Sabatino Di Properzio, il primo a chiedere un porto non insabbiato per Pescara, i costruttori Enio Chiavaroli e Marco Sciarra, il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, Donato Di Fonzo delle autolinee lancianesi. C’è anche l’ex direttore generale della Caripe, Dario Mancini, l’imprenditore delle cliniche Luigi Pierangeli con i soci editori del Centro spa (cioè di questo giornale) Alberto Leonardis e Cristiano Artoni. Valentina Maio (ex presidente del Lanciano) è l’ultima ad arrivare . Presenti i tre rettori delle università abruzzesi, Carmine Di Ilio ( d’Annunzio di Chieti-Pescara), Luciano D’Amico (Teramo) e Paola Inverardi (L’Aquila). Leonardo Mastropasqua, luminare dell’Oculistica è al telefonino. E poi ci sono i “fedelissimi” di D’Alfonso: il sindaco di Pescara Marco Alessandrini con moglie e addetto stampa Monica Di Fabio), il vice Enzo Del Vecchio, il dirigente Guido Dezio che funge da gran cerimoniere e una pattuglia di parlamentari – la senatrice Ncd Federica Chiavaroli e i deputati Vittoria D’Incecco, Antonio Castricone e Gianluca Fusilli del Pd – assessori e consiglieri regionali guidati dal presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio e il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco (con l’addetto stampa Laura Di Russo). Tra gli amministratori di vertice delle società pubbliche abruzzesi, Luca Toro, presidente dell’Aca, e Giampiero Leombroni, a capo dell’Arap. Un pasto veloce intramezzato da un breve discorso in cui Renzi accenna ai concetti di compattezza e unione per tirare su l’Italia.
Nuova scuola a Spoltore. A Spoltore, il premier inaugura la scuola media Dante Alighieri ristrutturata con i fondi del governo per quasi 2,8 milioni di euro. Una pacca sulla spalla del sindaco Luciano Di Lorito, "bravo" a intercettare uno dei finanziamenti più alti d'Italia: «Questa scuola non è un regalo del governo"», dice agli alunni, «ma un vostro diritto. Ora, tenetela bene». Poi un messaggio ai genitori: «La nostra generazione aveva un atteggiamento di rispetto nei confronti degli insegnanti, mentre oggi c'è un atteggiamento un po' ondivago, capita a volte che quando un alunno viene redarguito da un insegnante si tende a essere più comprensivi nei confronti del figlio che del maestro. Bisogna invece riconoscere il ruolo sociale e dare maggiore attenzione agli insegnanti». L’Inno d’Italia cantato dai bambini della scuola e suonato dalla banda di Picciano quasi emoziona il Presidente: «Mi ha colpito come l’avete interpretato», dice rivolto agli scolari.
L’Inaugurazione all’Aurum. Alle 16,30 il corteo di auto blu sfreccia per le strade di Pescara che la polizia tiene chiuse già da un’ora. All’Aurum c’è il Villaggio della comunicazione da inaugurare, un viaggio tra l’innovazione tecnologica e la creatività. «Qui ci sono tutte giovani imprese abruzzesi», fa notare a Renzi un indaffarato Fillippo Lucci, presidente del Corecom ente organizzatore della mostra. Il premier si avvicina agli stand, guarda, stringe le mani e saluta. Affascinato dai droni realizzati da una start up, domanda: «Quanto costano?». «Beh, questi quasi mille euro, ma a lei possiamo fare uno sconticino», gli risponde il ragazzo sorridendo. Lui gli strizza l’occhio. Non si capisce perché la sicurezza vorrebbe che giornalisti, tv e fotografi si allontanassero mentre Renzi prosegue il suo giro. C’è un piccolo robot che lo saluta e che poi all’improvviso balla la macarena. Il premier ricambia, stavolta imbarazzato.
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