Renzi lancia Fusilli: andrà al ballottaggio, si gioca per vincere

Il candidato alle Europee carica i suoi: «Sfida importante» E in sala spuntano anche tanti ex, da Amicone a Caldarelli
PESCARA. Il crescendo pescarese di Matteo Renzi suona così: «Fusilli? Noi giochiamo sempre per vincere. Poi talvolta si vince, talvolta no», dice appena sceso dall’auto, a braccetto con Camillo D’Alessandro, presidente regionale di Italia Viva. E poi: «È una partita importante quella di Fusilli». Alla fine, sul palco, Renzi affida un sogno alla platea: «Fusilli lo sa che andremo al ballottaggio e ci andremo per vincere». Del resto, dice Renzi tra gli applausi dei suoi, «senza sogno la politica diventa cinismo».
L’ex premier, candidato alle europee dell’8 e 9 giugno con la lista Stati Uniti d’Europa, resta bloccato in coda sull’A14 per i troppi cantieri e arriva in ritardo di oltre un’ora sulla tabella di marcia: «Ma Salvini è in ferie?», ironizza e sale sul palco dell’auditorium Petruzzi mentre il candidato sindaco Gianluca Fusilli sta già parlando. «Gianluca, come stai?», gli dice l’ex premier, poi l’abbraccio serrato tra i due. E Fusilli riparte arringando la platea: «Ci siamo candidati per resistere alle prepotenze dei veti». Renzi annuisce, applaude e ascolta l’intervento del candidato: «Sono stato a Malaga e lì si pulisce la città tutti i giorni; a Pescara si pulisce ogni due legislature», dice Fusilli che tra le priorità elenca la Nuova Pescara, il porto, l’aeroporto, l’autostrada disseminata di cantieri, la sanità. «Bisogna convincere la Regione», dice Fusilli, «a dare il Dea di secondo a livello all’ospedale di Pescara mettendo fine alla tarantella pilatesca tra Pescara e Chieti».
Fusilli cita «il coraggio di scegliere» di Marco Pannella e tiene ancora il microfono: parla a braccio e incassa applausi. In platea ci sono anche l’ex deputato ed ex sindaco di Pianella Giorgio D’Ambrosio, l’ex sindaco di San Giovanni Teatino Verino Caldarelli, l’ex sindaco di Pineto Luciano Monticelli, l’ex dirigente regionale Giancarlo Zappacosta, l’ex consigliere regionale ed ex direttore Arta Mario Amicone, l’ex consigliere regionale Alberto Balducci, l’ex assessore di Pescara Simona Di Carlo, il direttore del Conservatorio Luisa D’Annunzio Maurizio Di Nicola. C’è anche Sandra Renzi: doveva proprio essere lei la candidata alle europee ma, alla fine, ha fatto un passo indietro per evitare il rischio della confusione sulle schede elettorali.
Fusilli, davanti ai suoi della lista, a partire da Carmine Ciofani, parla ancora come un treno: «A Pescara hanno usato i soldi del Pnrr per rifare le strade e i marciapiedi, noi ci avremmo risanato il fiume e avremmo dato bellezza alle sponde nascoste da settant’anni». Se D’Alessandro potesse, si vede che gli strapperebbe il microfono dalle mani per passarlo al leader ma Fusilli vuole lanciare l’ultimo appello: chiede a tutti di fare passaparola per moltiplicare i voti. Ed ecco che tocca a Renzi: «Sono le 19.16, volete andare a cena?», chiede lui. E dalla platea è un coro di no: «Non ricevevo tanti no dal referendum del 2016», scherza il leader di Italia Viva che passa a dividere «gli statisti dagli influencer»: nella prima colonna, spiega, ci sono quelli che si impegnano davvero per cambiare l’Europa; nell’altra, dice, ci sono quelli che «si candidano ma vogliono soltanto contarsi in Italia e poi non ci vanno in Europa». Un elenco che si apre con Meloni e Tajani. Lui al pubblico promette: «Se vengo eletto, vado a Bruxelles, non sono un ciarlatano come gli altri». Renzi lancia il progetto Stati Uniti d’Europa e lo dipinge come «la costruzione di una cattedrale: questa è la lista delle persone che credono al futuro dell’Europa».

