Residence Le Vele: dopo dieci anni riprendono i lavori

12 Marzo 2019

Francavilla, operai nel cantiere delle 4 palazzine costruite  sulla spiaggia. I residenti sperano nel completamento

FRANCAVILLA AL MARE. Riprenderanno a breve i lavori per completare il residence "Le Vele", al confine con Pescara, più conosciuto come ecomostro. Il cantiere, fatto di quattro palazzine a tre piani, dovrebbe riprendere l'attività prima dell'estate, addirittura entro il mese di marzo secondo quanto filtra da voci vicine all'Abruzzo Resort e Property, la ditta incaricata di portare a termine la struttura ricettiva-residenziale.
Come segnalato da alcuni cittadini, già da qualche giorno all'interno del cantiere che si affaccia sul mare si vedono operai al lavoro: il loro compito, in questa fase, è quello di pulire tutta l'area delimitata da una lunga e alta recinzione, così come richiesto dal Comune con una lettera di diffida inviata al costruttore. Ma questa dovrebbe essere solamente un'operazione preliminare per fare da apripista alla tanto attesa quanto ormai insperata ripresa dei lavori, per andare a completare una costruzione di cui ora si riesce a vedere solo lo scheletro che impatta non poco sul paesaggio circostante. La storia dell'ecomostro inizia nel 2008, al termine dell'amministrazione di Roberto Angelucci, momento che praticamente coincide con l'inizio dei lavori affidati dalla committente alla Felicioni srl di Tortoreto.
Il progetto prevedeva e prevede ancora la realizzazione di 4 palazzine da 3 piani ciascuna per un totale di 68 appartamenti uso residence. Poco tempo dopo però, su istanza di associazioni ambientaliste, che chiedono la verifica di assenza di vincoli su un territorio ritenuto demaniale, arriva lo stop della magistratura. Quando vengono completati gli accertamenti che sanciscono la regolarità dell'opera però, ormai è tardi: il mercato immobiliare è franato e per la ditta andare avanti diventa proibitivo. Nel frattempo, il cantiere viene lasciato in stato di abbandono, diventando un rifugio per senzatetto, ricettacolo di sporcizia e discarica abusiva. Pian piano inizia l'inevitabile deterioramento, tanto che ad oggi molti dei forati utilizzati per realizzare i balconi risultano crollati. L'impalcatura viene smontata, i cancelli chiusi con lucchetti e tutta l'area diventa sempre più deserta.
A ottobre del 2017, anche per porre rimedio al triste spettacolo, l'amministrazione concede al privato la possibilità di convertire la destinazione d'uso della costruzione, da ricettiva-residenziale ad appartamenti, a fronte del pagamento di 689 euro a metro quadrato, con la possibilità ulteriore di usufruire del 50% di scontro se l'operazione fosse stata fatta entro una determinata data. E questo non solo per "Le Vele", ma per tutte le strutture presenti in città e che si trovano nella medesima condizione.
Il costruttore in un primo momento prova ad adeguarsi, ma dopo il pagamento della prima rata non riesce più a far fronte a tale esborso. Da allora è passato un anno e mezzo senza che accadesse nulla.
Fino appunto a qualche giorno fa, quando gli operai hanno ripreso le operazioni di pulizia. Per capire se dopo dieci anni d'attesa siamo finalmente giunti al punto di svolta bisogna solo attendere qualche altra settimana.