Residenti di nuovo in piazza contro l’antenna di via Basilicata

23 Ottobre 2019

I cittadini tornano a chiedere la delocalizzazione della stazione di telefonia. Il portavoce Turri: «Vanno rispettati i vincoli che vietano le installazioni vicino a istituti scolastici e abitazioni private»  

MONTESILVANO. Non si arrestano le proteste dei residenti di Villa Canonico, da quasi due mesi sul piede di guerra contro l’installazione dell’antenna telefonica della Iliad, in via Basilicata.
Ieri mattina un gruppo di abitanti del quartiere, circa una trentina, sono scesi nuovamente in strada per dire nuovamente “no” alla stazione prevista a ridosso di un parco, di un impianto sportivo e di diverse abitazioni. Armati di striscioni (“sindaco perché non ci tuteli?”, “Iliad perché nel parco giochi?”), i residenti sono tornati a lanciare un appello alla giunta per chiedere di intervenire con la società di telefonia, affinché l’antenna venga delocalizzata.
Neanche l’accordo sottoscritto dal Comune e dalla Iliad, e la successiva modifica delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore, promossi per vietare l’introduzione della tecnologia 5G, sono bastati a tranquillizzare le famiglie che si dicono pronte a diffidare il sindaco e a portare la loro battaglia in tribunale.
La protesta ha avuto origine nella prima settimana di settembre quando, in via Basilicata, è spuntato il cantiere. Alla vista dei cartelli con la tipologia dell’intervento e le relative autorizzazioni, i residenti sono scesi una prima volta in strada bloccando gli operai e spingendo l’amministrazione a chiedere una temporanea sospensione dei lavori e un incontro con la società, che era stata regolarmente autorizzata. Durante la precedente amministrazione, infatti, il Comune aveva già dato il via libera all’installazione di quattro antenne su altrettanti terreni comunali, in diverse zone della città, tra cui proprio via Basilicata. Pur avendo votato a favore della delibera in qualità, allora, di assessori, il sindaco Ottavio De Martinis, il vicesindaco Paolo Cilli e il consigliere comunale Valter Cozzi hanno cercato di correre ai ripari incontrando sia la società che le delegazioni di residenti (a quella di via Basilicata si era aggiunta nel frattempo quella di via Mologa) e i rappresentanti del Comitato Stop 5G Abruzzo.
Nel corso dell’ultimo mese, l’amministrazione ha portato in Consiglio comunale una modifica delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore vigente, per congelare la situazione in attesa del piano, così come ha ottenuto la delocalizzazione dell’antenna di via Mologa su via Nilo, e fornito ai cittadini la garanzia che le stazioni montesilvanesi non trasmetteranno le frequenze per il 5G, almeno per il momento. Ma se questi provvedimenti hanno portato il Comitato a cantare vittoria, non sono bastati a far rassegnare i residenti di via Basilicata che continuano la loro battaglia. «La normativa impone dei vincoli», spiega Michele Turri, portavoce dei residenti, «che vietano l’installazione in presenza di istituti scolastici, e qui a meno di 200 metri ne abbiamo due, e a meno di 70 metri dalle abitazioni, e nel nostro caso la prima casa sorge a 24 metri». Ma la società ha già ottenuto le autorizzazioni, da parte del Comune e degli altri enti preposti come l’Arta. Quindi, nel caso in cui la società non decidesse “pacificamente” di delocalizzare l’antenna, il Comune rischierebbe un contenzioso probabilmente già perso in partenza.
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