Residenze sanitarie: riaperte le porte per i parenti dei malati

Il governatore Marsilio firma l’ordinanza che impone anche precise misure di sicurezza anti-Covid Ma dopo mesi gli assistiti in Rsa o in comunità potranno ricevere visite dai propri cari e dagli amici
PESCARA. Familiari e conoscenti possono di nuovo far visita ai propri cari ricoverati nelle strutture che erogano, in regime residenziale, prestazioni sanitarie o socio-sanitarie. Lo stop alle visite era stato imposto all'inizio dell'emergenza coronavirus, per contrastare la diffusione del Covid-19.
LO STOP ALLE VISITE. Per settimane, sembrate interminabili, nessuno è potuto entrare in queste strutture sanitarie. E di conseguenza le persone ricoverate non hanno più ricevuto visite, limitandosi spesso a sentire o vedere i parenti solo attraverso lo smartphone.
Il significativo miglioramento registrato nelle ultime settimane, però, fa sì che la situazione possa tornare quasi alla normalità: come in ogni ambito, sono previste precise misure preventive e di sicurezza, elaborate dal referente sanitario regionale e dal dirigente del servizio della Prevenzione e Tutela Sanitaria del dipartimento Sanità della Regione.
A ripristinare le visite nelle comunità terapeutiche e in tutte le strutture socio-sanitarie è l'ordinanza numero 75 in materia di igiene e sanità pubblica, firmata ieri dal governatore Marco Marsilio, di concerto con l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì. Il provvedimento, indirizzato agli operatori, agli utenti, alle aziende, agli enti pubblici e alle strutture private, definisce tutte le procedure per la riapertura ai visitatori delle strutture.
VIA LIBERA DI MARSILIO. A motivare l'ordinanza c'è, tra l'altro, il Report 4 di monitoraggio della fase 2 per la regione Abruzzo, elaborato da Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute, in base al quale, si legge nel provvedimento di Marsilio, «allo stato, la Regione Abruzzo presenta un quadro epidemiologico compatibile con la riapertura ed il ripristino di talune attività».
Il premier Conte, nel Dpcm del 17 maggio, aveva consentito alle Regioni di procedere alle riaperture delle attività in questione, compatibilmente con l'andamento della situazione epidemiologica, individuando protocolli o linee guida per il contrasto alla diffusione del virus.
PER I VISITATORI. In un allegato all'ordinanza sono contenute tutte le misure da rispettare per consentire le visite in sicurezza. Parte delle indicazioni riguarda i visitatori.
I familiari, infatti, entro 48 ore precedenti la data prevista di visita, devono presentare alla direzione della struttura una richiesta di permesso per la visita, in cui è riportato il nome dell’ospite e un’autocertificazione sul proprio stato di salute. L'ingresso dei visitatori deve essere approvato, concordato e programmato con la direzione della struttura, «al fine di garantire accessi contingentati nel tempo nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previste dalla normativa vigente». La direzione, in tal senso, deve predisporre, su base quotidiana, una lista degli accessi giornalieri approvati.
PER LE STRUTTURE. Altre indicazioni, invece, sono rivolte alle realtà sanitarie, che devono garantire una serie di misure.
I responsabili delle singole strutture, infatti, devono riorganizzare i percorsi di ingresso e uscita e rimodulare l’accesso, predisponendo percorsi con entrata ed uscita diversificati, prevedendo un unico punto di ingresso destinato al controllo dei soggetti in zona dedicata di “triage” e limitando il numero di visitatori (micro-gruppi); rendere disponibile un adeguato numero di dispenser di gel idroalcolico per l’igienizzazione delle mani, opportunamente collocati.
Bisognerà inoltre attivare procedure di triage, in “area filtro”, con operatore dedicato a: verificare la registrazione dell’utente nella lista degli accessi approvati; verificare l’uso della mascherina da parte dei visitatori; rilevare e registrare la temperatura corporea degli utenti con termometro termoscanner (con più di 37.5 gradi o con sintomi riconducibili al Covid-19 i visitatori non potranno accedere e dovranno contattare il proprio medico); controllare che ciascun visitatore esegua corretta profilassi igienica delle mani. Le strutture dovranno poi promuovere e facilitare il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro e favorire la differenziazione dei percorsi all’interno delle strutture, possibilmente adottando apposita segnaletica. Ai visitatori dovrà essere consegnato un foglio informativo in cui si ricorda di indossare correttamente la mascherina, di igienizzare spesso le mani e di mantenere le distanze di sicurezza evitando contatti stretti.
TRASPORTI DI SALMA. Con l'ordinanza 75, inoltre, sono di nuovo consentiti i trasporti di salma dalla struttura sanitaria in cui è avvenuto il decesso all'abitazione privata. Obiettivo di tale misura è quello di evitare l'afflusso non controllato di persone in luoghi non idonei, quali appunto le strutture sanitarie residenziali.

