Respira, romanzo sulla libertà dell’abruzzese Valeria De Luca

3 Giugno 2014

PESCARA. In occasione della presentazione del volume “Respira” (Ianieri) alla Fondazione PescarAbruzzo, a Pescara, l’autrice, Valeria De Luca, scrittrice pescarese trapiantata a Roma di felice...

PESCARA. In occasione della presentazione del volume “Respira” (Ianieri) alla Fondazione PescarAbruzzo, a Pescara, l’autrice, Valeria De Luca, scrittrice pescarese trapiantata a Roma di felice vocazione alla letteratura e alla scritture come palingenesi ha parlato di sè e del suo romanzo con il Centro.

Come respira il personaggio del suo romanzo?

«Il protagonista vive in apnea – come quasi tutti noi in questo tempo. E, come tutti, non ne è cosciente. Sinché, una notte decisiva, l’apnea diverrà fatalmente più profonda e, suo malgrado, sarà spinto nei fondali del “mare”. Diciamo anche la sua interiorità, o il suo inconscio. Tornerà a galla con delle verità sconvolgenti. Come un sonnambulo si lancerà nella vita passata a riagguantare quanto perso. Solo quando l’avrà stretto tra le mani si sveglierà, e “respirerà”. È di questo che il romanzo parla: la nascita di un uomo a se stesso, come atto di consapevolezza e libertà».

Ha parlato di “romanzo filosofico”, perché?

«Romanzo filosofico in 2 sensi. Il primo, perché è un libro sulla felicità. Un libro “maieutico”, che ha l’ambizione (filosofica) di condurre il lettore alla sua felicità. Il secondo, perché la tela su cui si disegna è la cultura più che la storia. Io parlo della generazione dei 30-40enni di oggi. E scelgo una chiave di lettura del loro mondo, la filosofia. Siamo in un’epoca cruciale, una svolta da Millennio in cui è urgente ripensare il nostro essere al mondo».

Da scrittrice di lunga gestazione giunta ai riconoscimenti della critica, cosa consiglierebbe a un giovane scrittore?

«Direi due cose. La prima: non farsi spaventare, da niente e nessuno. C’è un’età dell’ingenuità, poi della lucidità (corrisponde al “diventar grandi”, o alla disillusione), poi un’età dell’osare, in senso kantiano. Osa conoscere! Osa realizzare il tuo immaginario. Rendi visibile l’invisibile. Il passo dalla seconda alla terza, dell’osare, è spesso impedito dalla paura che il mondo imprime nei giovani. Bisogna liberarsi dal giogo e dall’inganno della paura. La seconda: vale la pena arrivare al lettore. Per godere della fecondità di un rapporto unico».

Federica D’Amato

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