Resta chiusa la chiesa di San Domenico E i fondi non ci sono

14 Giugno 2020

La cupola dell’edificio del XIII secolo danneggiata dal 2019 Inutili finora le richieste al ministero: le messe nel chiostro

PENNE. La chiesa di San Domenico di Penne resta chiusa, inagibile, e con i lavori non ancora iniziati. È oramai quasi un anno che l’edificio di culto di piazza Luca da Penne, di proprietà del Fondo edifici di culto (Fec), dunque del ministero dell'Interno, è inutilizzato.
Dopo il lockdown imposto dal coronavirus, il parroco don Andrea Di Michele ha ripreso a celebrare messa nelle altre sedi religiose della parrocchia e dall’interno del chiostro di San Domenico, all’aperto. Ma le porte della chiesa sono rimaste chiuse.
Il problema strutturale di San Domenico è iniziato il 26 agosto del 2019, quando alcuni fulmini colpirono l’impianto elettrico della cupola. I fulmini non solo provocarono la caduta di calcinacci, ma intercettarono e deteriorano anche alcune crepe che si erano sviluppate dai terremoti degli anni precedenti. Sarebbe adesso necessario un intervento importante sulla cupola: dovrebbe essere cerchiata in modo che non si spanci e non cada. La chiesa non è a rischio crollo, ma non è al momento agibile. E il passare del tempo sicuramente non migliorerà lo stato della situazione. Un vero peccato per una chiesa la cui fondazione, insieme a quella dell’annesso convento, risale al XIII secolo.
«Come parrocchia non abbiamo soldi», racconta don Andrea, «siamo riusciti a sistemare il campanile nel 2016 grazie agli 88mila euro stanziati dalla diocesi di Pescara, e con la restante parte della somma necessaria per l’intervento, complessivamente di 140mila euro, coperta grazie al sostegno dei parrocchiani di Penne e dal alcuni benefattori», dice ancora il parroco.
Adesso, per sistemare la cupola l’edificio di culto dedicato a San Domenico servono altri fondi, ma non è possibile accedere nemmeno all’8xmille della Chiesa cattolica, perché la struttura religiosa è di proprietà statale. «Abbiamo parlato con il prefetto di Pescara», ricorda don Andrea, «che presentò a suo tempo la documentazione al ministero a Roma, ma ad oggi non se ne sa nulla: al momento lo Stato non ci ha ancora aiutato». Un vero peccato per una chiesa che da sempre ha rappresentato uno dei motori religiosi della comunità vestina.
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