«Restano dubbi sui risparmi conseguibili»

10 Dicembre 2016

A sei anni dalla decisione del comune di Pescara di alienare la propria partecipazione in Autostrade dei Parchi, Mps, Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’Area Chieti-Pescara, Eurobic, Centro...

A sei anni dalla decisione del comune di Pescara di alienare la propria partecipazione in Autostrade dei Parchi, Mps, Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’Area Chieti-Pescara, Eurobic, Centro Agroalimentare La Valle del Pescara e Interporto, ad oggi risulta che abbiano versato il valore in denaro della quota di partecipazione cessata, solo le società Interporto Val Pescara e Mps: «Per le restanti l’Ente è ancora in attesa della dovuta liquidazione». Lo scrive la Corte dei Conti a proposito del piano presentato dal Comune di Pescara. Rispetto ad altre sei partecipate, i magistrati sottolineano come le iniziative prese per ridurre gli oneri legati alla governance societaria, consistono per lo più «nell’istituzione della figura dell’amministratore unico, in luogo dell’organo collegiale». Anche se «non viene fornita alcuna quantificazione dei risparmi conseguibili». Quanto alla Provincia «il Piano operativo e la Relazione tecnica mostrano carenze sotto il profilo dell’analisi economico-giuridica alla base della valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione». Piano ritenuto carente anche quanto alla motivazione con cui l’ente ha deciso di mantenere le sue quote. Il Piano del comune di Montesilvano è invece giudicato «sufficientemente dettagliato» dal punto di vista dell’analisi economica della situazione. Anche se, come nel caso di Eurosviluppo, non pare abbastanza motivata la valutazione di indispensabilità della partecipazione per il perseguimento delle finalità istituzionali. La documentazione contiene l'indicazione delle misure tese alla riduzione dei costi di gestione delle partecipate, individuando i settori di intervento e le azioni da porre in essere. Carente risulta invece l’esposizione in dettaglio dei risparmi da conseguire. In merito alle 3 società oggetto di dismissione (Pescarainnova, Ecoemme , Palacongressi), sono state riscontrate difficoltà nella vendita della partecipazione minimale in Pescarainnova. (i.p.)