«Restate a casa e riscoprite gli affetti»

I consigli della psicologa Catapane ai giovani: «Ora c’è tanta tristezza, ma il Covid finirà»
PESCARA. Sarà un brindisi fra pochi bicchieri, una serata sottotono per i tanti ragazzi abituati a ballare fino a tardi con gli amici. I giovani sono costretti quest’anno a vivere un Capodanno diverso.
Niente serata in discoteca, niente veglione con gli amici, niente brindisi in piazza o vacanze in montagna. Sarà un 31 dicembre da zona rossa, con coprifuoco alle 22 e limitazioni negli spostamenti che costringeranno anche gli adolescenti a restare a casa.
Come gestire tristezza e solitudine? Come metabolizzare i divieti? E, soprattutto, cosa fare per trascorrere serenamente un giorno di festa?
È Elisabetta Catapane, psicologa e psicoterapeuta di Pescara, esperta in psicologia dell’età evolutiva, a rispondere a queste domande e a dare consigli ai più giovani.
ALLARME DEPRESSIONE
«Purtroppo, c’è una condizione di generale tristezza a carico degli adolescenti che deriva ovviamente dall’impossibilità per loro di avere una normale socializzazione», spiega la psicologa Catapane. «Non possiamo pensare che questo non abbia conseguenze. C’è una generale tristezza perché i ragazzi avvertono lo stravolgimento delle loro abitudini, del loro modo di stare insieme e del non riuscire più a fare gruppo. Il gruppo dei pari è uno dei riferimenti principali nella crescita e in questo momento manca la possibilità di confrontarsi e la condivisione. L’isolamento, di conseguenza, genera tristezza. C’è un allarme generale: parallelamente alla pandemia Covid, c’è il rischio anche della diffusione di una pandemia di depressione».
IL RUOLO DEI GENITORI
«L’azione educativa e di supporto dei genitori è fondamentale», dice l’esperta. «Bisogna supportare i nostri ragazzi rispetto a questo momento che è molto complesso perché interferisce con le normali attitudini dell’età. L’azione di supporto che il mondo degli adulti può dare ai giovani si configura anche con la speranza che dobbiamo infondere sul fatto che questo momento sicuramente sarà destinato a finire. L’apporto più grande che possiamo dare è supportarli nella speranza che questo è un momento che non caratterizzerà la loro vita per sempre, ma solo un periodo confinato. Il supporto maggiore, quindi, è cercare di stimolare la speranza nel domani. Considerare che l’oggi, seppur doloroso, è destinato ad essere superato».
I CONSIGLI
Secondo la psicologa, una situazione diversa, come quella di un Capodanno anomalo, può diventare un’occasione importante anche per i più giovani. «Può essere l’occasione per ritrovarsi a casa con i familiari e riscoprire le grandi potenzialità di dialogo e comunicazione», spiega Catapane. «Può essere bellissimo stare insieme nel proprio nucleo familiare e condividere questo giorno di festa con persone con cui non era previsto farlo. Possiamo riscoprire il dialogo e il legame con la famiglia e ricercare comunque la compagnia e la socializzazione. Come? Facendo una telefonata ad un amico che non si sente da parecchio tempo», risponde la psicologa di Pescara, «oppure pensando a una persona che non si è avuto mai il tempo di contattare. Il consiglio, quindi, è di riprendere i contatti e di cercare le persone che riteniamo importanti per la nostra esistenza. Questi momenti di solitudine», conclude Catapane, «possono costituire un momento di riflessione rispetto alle persone che circondano la nostra vita».
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