«Restaurate la lapide della Grande guerra»
Una lapide con i nomi dei tre abitanti di Pescara e Castellamare morti sotto un bombardamento dell’aviazione austriaca, nella prima guerra mondiale, che non si leggono più, cancellati dal tempo. E’...
Una lapide con i nomi dei tre abitanti di Pescara e Castellamare morti sotto un bombardamento dell’aviazione austriaca, nella prima guerra mondiale, che non si leggono più, cancellati dal tempo. E’ la lapide in corso Vittorio Emanuele all’altezza del vecchio Ferrotel , che ha attirato l’attenzione di Licio Di Biase, ex consigliere comunale di Pescara, che ne chiede ora il restauto, in vista del 2015 che segnerà i cento anni dall’entrata in guerra dell’Italia. Di Biase ha scritto, a questo riguardo, una lettera al presidente del consiglio comunale, Antonio Blasioli.
«In vista delle celebrazioni del centenario della prima guerra mondiale», scrive l’ex consigliere comunale, «oltre alle manifestazioni per ricordare i soldati di Pescara e di Castellamare caduti al fronte, Le vorrei segnalare la necessità di recuperare una lapide collocata in corso Vittorio Emanuele n. 253. Su tale lapide sono riportati i nomi delle vittime del bombardamento austriaco del 4 maggio 1917, che aveva come obiettivo la stazione ferroviaria, e che fu l’unico momento in cui la nostra realtà locale, in quel contesto Castellamare, venne interessata dalle vicende belliche».
«I nomi dei tre caduti, e cioè di Giuseppina D’Emilio, Giulia D’Agostino e Massimo Valentini, non sono più leggibili. La lapide venne collocata sulla parete del dopolavoro ferroviario con una solenne cerimonia il 3 giugno del 1917 quando il Comune di Castellamare fece apporre due “targhe” (come si legge nei documenti del tempo) realizzate dallo scultore Ermanno Natali: questa e un’altra in memoria di Cesare Battisti. Alla manifestazione, a cui parteciparono migliaia di cittadini, intervenne l’onorevole. Roberto De Vito, parlamentare di Giulianova e sottosegretario ai Lavori pubblici, affiancato da numerosissimi rappresentanti del mondo politico, istituzionale, sociale e culturale. Qualche giorno prima, e precisamente il 24 maggio, era stato celebrato il secondo anno dell’ingresso dell’Italia nella guerra (24 maggio 1915)».
«Ritengo», prosegue l’ex consigliere comunale, «che le due lapidi necessitano di intervento per un immediato ripristino, in modo che già dal 4 maggio del prossimo anno si possano ricordare le vittime di quel bombardamento. Colgo l’occasione per sottolineare che, come conseguenza di quella incursione aerea, si realizzò il primo nucleo del nostro attuale aeroporto, a quel tempo chiamato “di fortuna”, e che», conclude Di Biase, «doveva permettere la presenza di aerei in difesa dei nostri luoghi dinanzi ad altri attacchi che, per fortuna, non ci furono».
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