Restiamo zona bianca Ma l’Europa ci avverte

21 Agosto 2021

Superiamo un solo parametro su tre: quello dei positivi per 100mila abitanti La classificazione Ue però ci colloca in una situazione che preoccupa di più

L’Abruzzo resta in zona bianca con rischio moderato ma per l’Europa è già da zona arancione. Il tavolo di monitoraggio del governo, che si è riunito nella giornata di ieri, non ha cambiato il colore della regione, salvata dalla bassa percentuale di posti letto occupati in terapia intensiva e nei reparti ordinari. Nonostante l’incidenza settimanale dei casi ogni 100mila abitanti abbia superato la soglia per il passaggio in zona gialla, l’Abruzzo resta dunque senza divieti. Ma l’ultimo prospetto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie lancia un avvertimento e colloca la regione in una situazione già preoccupante. E soprattutto notevolmente peggiorata rispetto a poche settimane fa.
I PARAMETRI DELL’EUROPA. Bisogna specificare che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) prende in considerazione parametri diversi, rispetto al governo italiano, per il cambio di colore. L’Ecdc tiene infatti conto dell’incidenza dei casi positivi ogni 100mila abitanti, ma anche del rapporto tra i tamponi eseguiti e il numero dei casi positivi registrati nelle ultime due settimane. Stando a questi indicatori, la zona rossa scatta qualora, negli ultimi 14 giorni, si siano registrati tra i 75 e i 200 casi ogni 100mila abitanti, con un tasso di positività pari o superiore al 4 per cento; oppure nel caso in cui vi siano più di 200 contagi ogni 100mila abitanti. Con più di 500 casi ogni 100mila abitanti, si finisce invece nella zona rosso scuro.
I PARAMETRI IN ITALIA. In Italia, invece, per far sì che una regione cambi colore si devono sforare contemporaneamente le soglie di tre indicatori, stabiliti dal governo con il decreto del 23 luglio. Non si tiene più conto del numero complessivo dei contagi o dell’indice Rt, ma piuttosto dell’incidenza settimanale di casi per 100mila abitanti, dei posti letto occupati in terapia intensiva e nei reparti ordinari. Una regione resta dunque in zona bianca se presenta un’incidenza settimanale dei contagi inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti per tre settimane consecutive. Ma, anche se l’incidenza settimanale dei contagi dovesse essere pari o superiore a questa soglia, resterebbe in bianco se il tasso di occupazione dei posti letto, in area medica per pazienti Covid, fosse uguale o inferiore al 15 per cento; oppure se il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per Covid fosse uguale o inferiore al 10 per cento.
I DATI IN ABRUZZO. Il numero medio di casi in Abruzzo, per centomila abitanti, registrato negli ultimi sette giorni, è già oltre la soglia per il passaggio in zona gialla (53,3 negli ultimi 7 giorni), e nelle ultime tre settimane è stato al di sotto del limite per scongiurare la zona gialla (50) solo dal 30 luglio al 5 agosto (45,3 casi ogni 100mila abitanti). Negli ultimi sette giorni, la provincia di Teramo ha conquistato la maglia nera per questo parametro, sforando ampiamente il limite previsto per la zona gialla (75 casi in media ogni 100mila abitanti). Seguono L’Aquila e Pescara rispettivamente con 50 e 46 casi ogni 100mila abitanti. Ci pensa la provincia di Chieti a tenere basso il dato medio della regione, con 38 casi ogni 100mila abitanti nell’ultima settimana.
L’Abruzzo, però, sta riuscendo a salvare la zona bianca grazie alla bassa percentuale di occupazione dei posti letto negli ospedali: al momento, infatti, è occupato da pazienti Covid il 3,4 per cento dei posti letto in terapia intensiva, e il 4,6 per cento di posti letto totali in area medica. Numeri ben lontani dalla soglia per il cambio di colore.
LA SITUAZIONE IN ITALIA. La situazione italiana, però, è in graduale peggioramento e la mappa dell’Europa sembra quasi un’anticipazione di ciò che potrebbe accadere tra qualche settimana. Nell’ultimo prospetto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (che trovate in grafica qui sopra) resta invariato il numero delle regioni italiane già collocate in zona rossa, ma sono aumentate quelle arancioni e solo il Molise resta in zona verde. Dopo che alla Sicilia, Sardegna, Toscana e Marche si erano aggiunte la Calabria e la Basilicata, negli ultimi sette giorni si è concretizzato anche il passaggio in zona arancione della Provincia di Bolzano. Insieme all’Abruzzo, quindi, secondo i criteri dell’Europa figurano in arancione Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Provincia di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Puglia.
LA SITUAZIONE IN EUROPA. Un trend negativo che sembra avvolgere l’intero continente. La variante Delta continua a macinare nuovi contagi ed è il motivo per cui, praticamente in tutta Europa, stanno aumentando le zone caratterizzate da un maggiore rischio rispetto alla settimana scorsa. Solo i Paesi dell’estremo Est europeo sembrano resistere bene. La penisola iberica da diverse settimane continua ad essere colorata totalmente in rosso, anche se in Spagna sono diminuite le aree in rosso scuro. Anche la Francia è diventata tutta rossa perdendo la sua ultima regione in arancio. Leggermente più confortante la situazione in Germania, dove il colore predominate è l’arancione. La Grecia e le altre isole del Mediterraneo sono quasi completamente rosse o addirittura rosso scuro, come nel caso di Cipro. Anche nella penisola scandiva i contagi hanno ripreso a salire e le zone verdi sono scomparse del tutto. Resta positiva la situazione nell’Est Europa, dove quasi tutte le regioni continuano ad essere verdi, ad eccezione delle repubbliche baltiche, dove tutte le regioni sono rosse o arancioni, così come in Austria.