«Retrocessi se non ci pensavamo noi per queste 5 gare»

ROMA. I giocatori del Catania «sono dei deficienti... troppo scarsi... se non ci pensavamo noi per queste cinque partite... eravamo retrocessi veramente...». Sono le telefonate tra gli indagati,...
ROMA. I giocatori del Catania «sono dei deficienti... troppo scarsi... se non ci pensavamo noi per queste cinque partite... eravamo retrocessi veramente...». Sono le telefonate tra gli indagati, registrate dagli investigatori, a svelare i retroscena dell'inchiesta sul Catania. E uno di quelli che, stando alle indagini, si dà più da fare è proprio il presidente Pulvirenti. «Ormai l'ho inquadrato il campionato di serie B», lo sentono dire i poliziotti, «...l'anno prossimo arrivo primo». È lui che, in una telefonata con l'ex ds Delli Carri chiede se ci sono «novità» e lo prega di «tenerlo informato». «Eh qualcosa sì», risponde, «però non posso dire niente adesso... un treno alle 15 (il treno, secondo gli inquirenti, è il termine utilizzato per indicare il calciatore che si presta alla combine e l'orario indicherebbe il suo numero di maglia, ndr)...ce ne sono altri due di treni però...».
Pulvirenti richiama agitato il dirigente: «Daniele ma che cosa stai combinando? Scusa non capisco... e che ci vuole?». «Sto ancora qua», risponde lui, «...sto ancora qua con lui... e poi le spiego... è a posto... poi le dico come... stiamo lavorando su un treno di venerdì...». Di treni, e dunque di giocatori, Delli Carri parla anche con Piero Di Luzio, tesserato del Genoa. La partita in questione sembrerebbe essere il derby Catania-Trapani, che finisce 4-1 per gli etnei: il gol del 2-1 arriva grazie ad un autogol del giocatore Terlizzi, maglia numero 33 del Trapani.
«Il treno delle 23... delle 11» dice Delli Carri. E Di Luzio: «Eh era quello sicuro...». «Mo» , aggiunge l'ex ds, «è solo il treno delle 3?... il treno delle 4? o... il treno delle 33... delle 3 e 33». Di Luzio chiosa: «Il direttissimo... esatto!».
Anche tra Di Luzio e Arbotti, il procuratore sportivo e agente della Fifa, il tema del discorso è sempre lo stesso. «Io alle 13 parto... ho fatto sta scelta», dice Arbotti. «Quello delle 15 niente?». «No perché ho dovuto fare una scelta... nel senso che... in base diciamo alla situazione che avevo a disposizione non ce la facevo, ecco».
In un'altra telefonata registrata, Di Luzio e Delli Carri sembrerebbero parlare di pagamenti. È Di Luzio ad introdurre l'argomento: «Se non è in un'unica soluzione poi l'altra udienza non non si fa per niente». «Io domani mattina glielo dico», risponde Delli Carri. Il tesserato del Genoa ribadisce il concetto: «No perché se non è saldato di qua non penso che quelli fanno. O non siete interessati voi? Non ho capito! Siete interessati o no? Alla prossima 'cosa».
Poi tornano a parlare delle partite “comprate”. «Ma hai visto la classifica, bene bene oh» afferma Di Luzio. E l'altro: «È la prima volta che il Catania dopo 35 partite è salvo».
A svelare il perché è Giovanni Impellizzeri, agente di scommesse on line che, secondo gli inquirenti, metteva a disposizione le «consistenti risorse economiche» che servivano per comprare le partite. «Sono dei deficienti... troppo scarsi... se non ci pensavamo noi per queste cinque partite... eravamo retrocessi veramente». E poi aggiunge: «Ho caricato pure... altre 1.500 euro con la carta di credito... e non li ho potuti manco giocare ... comunque viva lo sport».

