Riaperte le scuole L’ingegnere: fidatevi dei tecnici esperti
De Flaviis: bisogna fare attenzione alle crepe in diagonale ma il sisma di mercoledì qui non ha avuto ripercussioni
PESCARA. Scuole chiuse per verificare eventuali danni del terremoto, e subito riaperte. Ma basta un giorno per capire se gli edifici che ospitano centinaia di bambini sono a prova di terremoto? Risponde l’ingegnere strutturista Loris De Flaviis, presidente della commissione Strutture dell’ordine degli Ingegneri di Pescara che si occupa proprio, tra le altre cose, di verifiche strutturali. Di valutare, cioè, la sicurezza sismica degli edifici e delle grandi opere, tipo viadotti o campanili.
Ingegnere, che verifiche si fanno per escludere la pericolosità degli edifici scolastici?
La prima verifica è finalizzata ad accertare se la scuola è agibile da un punto di vista sismico. Si fanno le cosiddette verifiche di primo livello. Individuato il tipo di struttura, si controllano gli elementi principali. Quindi travi, pilastri e solai. Si controlla visivamente se questi elementi hanno lesioni o deformazioni. Se questa visita dà esito positivo si vanno a controllare tutti gli elementi secondari, vale a dire le pareti, gli eventuali controsoffitti e tutti gli elementi che potrebbero cadere in presenza di un evento sismico.
E questa visita basta?
Il personale specializzato, vigili del fuoco e ingegneri, hanno in genere delle linee guida da seguire in base alle quali si ha l’agibilità sismica del fabbricato. Se la struttura non ha subìto danni, si può affermare che se dovesse tornare un evento sismico di pari intensità l'edificio non subirà danni. Ma va fatto un distinguo tra strutture in muratura e in cemento armato.
Che differenza c’è?
Le strutture in muratura, se sono molto molto vecchie, hanno delle probabili carenze del sistema costruttivo di quell'epoca. Di solito preoccupano i solai.
Quali sono le strutture in muratura portante?
Le pareti verticali, i carichi portati al suolo attraverso le pareti, e non attraverso il sistema travi-pilastri. In questi casi la visita si concentra sulle carenze che possono avere solai e coperture. L’ingegnere verifica intorno alle porte, agli spigoli e a quelle zone dove si possono concentrare gli sforzi.
Che può essere successo dopo le scosse di mercoledì?
A Pescara, e nelle nostre zone, con i movimenti che ci sono stati a circa 100 chilometri dalla subfaglia, non si è trattato di un evento pesante, anche se mette un po’ d’ansia.
I condomini come si devono comportare per accertare danni post-sisma?
Il privato è diverso. Nelle strutture in cemento armato statisticamente il primo elemento che si rompe durante un evento sismico è quello fragile, vale a dire tramezzature e pareti non portanti esterne.
Quali sono?
Se devo andare sul balcone attraverso la finestra, ecco, quella è una parete non portante, di tamponamento esterno. L’evento sismico severo rompe e lesiona gli elementi fragili e poi inizia a far lavorare la struttura in cemento armato, generalmente le travi e i pilastri. Il processo parte così.
Più a rischio i piani alti?
Per una dinamica della struttura le oscillazioni si sentono di più ai piani alti, ma non è detto che il fabbricato alto sia peggio del basso. Più ti muovi e più ti spaventi, ma non c’entra niente con eventuali danni.
E come si evidenziano?
Per prima cosa dai tramezzi e dalle murature. Il controllo va fatto visivamente. Se non si vedono lesioni nelle pareti, o nelle travi e pilastri, si può stare tranquilli.
Le crepe più pericolose?
Se il muro ha lavorato, generalmente la crepa è in diagonale. Anche se è orizzontale vuol dire che la trave si è seduta, si è inflessa, e la parete ha provato a staccarsi. Come criterio di massima si può dire che le crepe più sospette sono queste.
Se un condominio vuole verificare lo stato del palazzo? A chi rivolgersi?
Generalmente si fa la verifica di vulnerabilità. È abbastanza complessa ma fattibile.
Quanto costa?
Il conto si può fare calcolando uno o due euro al metro cubo. Mettiamo un palazzo di 5 piani con due appartamenti da 120 metri quadrati, pari a circa mille metri cubi a piano, si può andare dai 6mila ai 15mila euro. È una valutazione molto complessa, ma con tutti i dati è più semplice. Si fanno indagini strutturali a campione per verificare il progetto esistente e le analisi non lineari che verificano quanto il fabbricato puo incassare in termini di sisma, senza crollare.
Gli edifici non antisismici sono a rischio comunque?
Non creiamo allarmismo. Si dicono antisismici gli edifici costruiti nel rispetto della normativa attuale, quelli costruiti dopo il 2009. Ma non è detto che una struttura costruita prima del 2009 crolla. No. L’edificio antisismico è quello che deve permettere l’evacuazione durante un evento sismico severo. Non deve crollare, ma può subire danni.
Le scuole sono state riaperte. Ci si deve fidare?
Ci si deve fidare nella misura in cui la verifica è stata fatta da una persona del mestiere. I Comuni hanno tecnici di fiducia, c’è da stare tranquilli. Quella di chiudere le scuole è una precauzione normale, è giusto che i sindaci ne prendano atto e facciano le verifiche. Ma ricordiamolo, quello dell’altra sera non è stato un terremoto severo per le nostre provincie. (s.d.l.)

