Riaperture: dopo Pasqua e a scaglioni

1 Aprile 2020

Il piano prevederà tempi diversi per le attività produttive. Si partirà dalle fabbriche. E anche per le regioni sarà una corsa a tappe

PESCARA. Tra oggi e domani il Consiglio dei ministri deciderà sulla nuova serrata che dovrebbe scavallare la Pasqua senza deroghe, come ha precisato il ministro della salute Roberto Speranza. Intanto da un paio di giorni è al lavoro il Comitato tecnico scientifico che dovrà esprimere un parere sulla progressiva riapertura del Paese, sempre che la curva dei contagi mantenga le promesse di questi ultimi giorni.
Sarà una riapertura a tappe, con molte cautele e probabilmente scaglionata anche per regioni. Ma quando? Secondo il virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti, intervistato dall’Ansa, una riapertura del Paese e delle varie attività «è realisticamente pensabile per la fine di maggio ma ciò solo se i dati indicheranno una reale inversione di tendenza nella curva epidemica e se si sarà messo a punto un indispensabile piano di procedure di sicurezza».
In base a un cronoprogramma circolato ufficiosamente in queste ore, le prime a riaprire saranno le fabbriche, purché, come dice Crisanti, rispettino i criteri di sicurezza: distanza e mascherine per tutti. Seguiranno gli artigiani (per esempio tutte le officine di riparazioni) e i negozi. Per bar e ristoranti è possibile un ritorno alle misure di distanziamento messe in atto prima della chiusura totale, mentre ci sarà da aspettare per quelle attività che prevedono un rapporto di maggiore prossimità con i clienti, come barbieri, parrucchieri, estetisti. Cinema e teatri potrebbero essere le ultime attività a riaprire. E forse per questa estate non avremo i grandi concerti negli stadi o sulle spiagge. Non ci sarà insomma, per guardare all’Abruzzo, un secondo simil-Jovanotti beach come quello straordinario di Montesilvano nel 2019 (50 mila presenze).
Capitolo a parte merita la scuola. Ieri il ministro Lucia Azzolina ha detto che «gli studenti e il personale torneranno a scuola quando le autorità sanitarie ci diranno che non ci sono rischi. L'importante è lavorare su tutti gli scenari possibili». Esclusa comunque la presenza nelle aule a luglio, mentre si comincia già a ragionare sulla maturità.
Con la progressiva riapertura del paese non cesseranno però le forme di controllo sulla popolazione, perché è possibile il rischio che il Covid 19 si ripresenti. Secondo il virologo Crisanti, sarà necessario dunque pensare «a un piano di diagnostica mirato, con test con tampone per tutti i lavoratori alla riapertura da ripetere successivamente a campione». E «cruciale», prosegue «sarà pure elaborare sistemi di tracciamento dei lavoratori, anche con app, per un rintraccio immediato di tutti i contatti nell'eventualità emerga qualche caso di positività. Senza un piano di sicurezza, sono convinto che l'epidemia ricomincerà». Si tratta di una posizione condivisa dalla comunità scientifica, che ha anche fatto un appello al governo in tal senso. Senza misure mirate è altamente probabile che l'epidemia ricominci anche dopo un'inversione di trend. Il piano di sicurezza, chiarisce Crisanti, andrebbe articolato su 3 livelli: «Innanzitutto i dispositivi di protezione individuale. Questi vanno garantiti adeguatamente a tutti gli operatori sanitari ma anche ai lavoratori, con mascherine di protezione elevata. Secondo livello è la diagnostica: bisognerebbe prevedere un piano di test tampone per tutti i lavoratori alla riapertura delle varie attività e aziende. I test andrebbero successivamente ripetuti a campione, ad esempio sul 30% dei dipendenti dell'azienda. Se ci sono casi positivi si procede immediatamente all'isolamento e il test si ripete su tutti i lavoratori. Ciò vale pure per gli insegnanti delle scuole».
Terzo livello è la raccolta dati e la tracciabilità dei dipendenti, anche con app, «per individuare subito i contatti in caso di positività». La riapertura, sottolinea, «andrebbe inoltre scaglionata, prima le attività essenziali e poi il resto, e andrebbe fatta scaglionando anche per Regioni. Ad esempio, le Regioni con meno casi e più isolate, come Sicilia e Sardegna, potrebbero sperimentare per prime tale modello di riapertura».
In questi giorni si sta anche ragionando se prolungare la permanenza a casa degli anziani e dei fragili. E ieri è arrivato il via libera del Viminale alle passeggiate con i bambini vicino casa.
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