Riapre il bar in centro ma senza tavoli e sedie

30 Agosto 2017

Il locale di piazza Salotto chiuso per gli arredi abusivi, i gestori contro il Comune «Abbiamo presentato richieste per regolarizzare, l’amministrazione ci ignora»

PESCARA. Riaprirà sabato, ma senza tavolini e sedie in piazza Salotto il bar Living Room (ex Saquella) chiuso dal Comune per una presunta occupazione abusiva e per 35 mila euro di cartelle Cosap non pagate. E la proprietà ha già fatto partire un ricorso contro l’ordinanza del sindaco Pd Marco Alessandrini che ha fermato l’attività per 5 giorni e imposto il «ripristino dei luoghi» con lo sgombero di «tavoli, sedie, moquette, fioriere e ombrelloni».
All’origine della chiusura del bar c’è l’ordinanza 182 del 23 agosto scorso, un provvedimento lungo 4 pagine in cui si riportano gli estremi di una nota contabile emessa dalla Ica srl, la concessionaria del Comune per i tributi locali: il testo evidenzia una «posizione debitoria a carico della Living Room di complessivi 35.271 euro per gli anni dal 2012 al 2016, di cui 7.200,14 per occupazione abusiva temporanea di suolo pubblico con tavoli e sedie e 28.070,86 per concessione di un dehor occupato fino a tutto il 2016 di proprietà del Comune di Pescara». I gestori, subentrati alla Saquella nel 2013, contestano il calcolo delle somme e rivelano che è in corso anche un contenzioso civile proprio sugli importi: «Sia il Comune sia il concessionario della riscossione, a partire dal 2007, anno in cui è stato realizzato il dehor, probabilmente non hanno mai provveduto con la stessa solerzia a riscuotere da parte dei vari utilizzatori della struttura i relativi canoni. Gli uffici», dice il ricorso, «si sono “risvegliati” solo al momento in cui la nostra società, in tutta buona fede, ha voluto regolarizzare la propria posizione, ottenendo, da un lato e senza problemi, l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico con tavoli e sedie più volte rinnovata e, dall’altro, la promessa che il gazebo le sarebbe stato venduto o regolarmente affittato». I gestori, tramite l’avvocato Antonio Ciccone, riferiscono che hanno più volte sollecitato il Comune ma che non avrebbero ricevuto mai risposta: «Esiste anche una fitta corrispondenza», dice il legale, «in cui la società aveva proposto al Comune anche una bozza di contratto e una proposta per la definizione sia dell’arretrato che dei futuri canoni di locazione ma non abbiamo ricevuto risposta. Tra il 2013 e l’inizio del 2017, i gestori si sono presi cura del gazebo. Poi, dal 1° febbraio scorso, il gazebo è tornato al Comune». E ora è abbandonato al centro di piazza Salotto: «Il gazebo attende di essere ristrutturato perché così come è stato abbandonato», dice il ricorso in autotutela per la sospensione dellordinanza, «risulta un vero “mostro” nella principale piazza della città».
I gestori accusano il Comune di aver ignorato ogni loro richiesta: «A tutte le istanze non è mai stata data puntuale risposta, sono state o ignorate o congelate al limite dell’omissione di atti d'ufficio», recita il ricorso.
La stessa ordinanza di chiusura per 5 giorni con «ripristino dei luoghi» era stata emessa dal Comune anche il 10 gennaio scorso: «Ma anche in quel caso, il sindaco non ha risposto», dice l’avvocato. Ora la Living Room chiede di sospendere l’efficacia dell’ordinanza «per un periodo di 90 giorni» in attesa anche di due pronunciamenti del giudice di pace previsti tra settembre e ottobre: la società ha impugnato i verbali della polizia municipale in cui si segnalano le occupazioni abusive in piazza Salotto.
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