Riapre il cantiere sulla riviera sud Ma la maggioranza ora si divide

L’assessore alla mobilità Mascia (Forza Italia) conferma l’avvio dei lavori entro la fine di questo mese Il presidente della commissione Foschi (Lega): «Rischio caos per il traffico, si trovi un’altra soluzione»
PESCARA. La maggioranza è divisa sulla riapertura del cantiere in viale Primo Vere, sulla riviera sud, in programma per la fine del mese. La conferma è arrivata ieri durante i lavori della commissione Mobilità, presieduta da Armando Foschi (Lega). Il presidente teme un caos per il traffico e il rischio di un aumento dello smog con la concomitante chiusura della galleria di San Silvestro della circonvallazione e i tanti cantieri aperti in città. Per questo, ha chiesto un ulteriore rinvio dei lavori sulla riviera sud o, in alternativa, delle soluzioni per fluidificare il traffico.
RIAPRE IL CANTIERE Nel frattempo, l’assessore alla mobilità Luigi Albore Mascia (Forza Italia) ha confermato ieri che non ci saranno ulteriori rinvii e che il cantiere di viale Primo Vere riaprirà entro la fine del mese. «Non è possibile rimandare ancora», ha detto, «in quanto è indispensabile far terminare i lavori entro il prossimo maggio per non interferire con l’avvio della stagione balneare». Tra l’altro, il Comune aveva già imposto una sospensione del cantiere il 15 dicembre scorso proprio per evitare problemi di traffico nel periodo natalizio a causa della galleria della circonvallazione chiusa il 22 novembre per il crollo di una volta. Un ulteriore rinvio potrebbe esporre il Comune al rischio di dover pagare una penale all’impresa.
MAGGIORANZA DIVISA Ma non tutto il centrodestra è favorevole alla ripresa dei lavori. «Sull’annunciata riapertura del cantiere di viale Primo Vere esprimiamo parere negativo», ha affermato Foschi martedì scorso, «la persistente chiusura al traffico della galleria di San Silvestro e la concomitante presenza di decine di altri lavori pubblici nella zona, con relative deviazioni del traffico, non ultimi via Doria e il lato monte del lungomare Cristoforo Colombo, non consentono alla zona sud di Pescara di tollerare altre strade chiuse alle auto, a partire da quelle arterie che poi sono assi di snodo strategici».
ALLARME TRAFFICO «Prima di Natale», ha ricordato Foschi, «ho aperto in commissione Mobilità il fascicolo inerente alla situazione di caos completo che ha paralizzato letteralmente la viabilità su tutta la parte sud della città dopo il crollo della parete interna della galleria di San Silvestro, con la conseguente e ovvia chiusura al traffico. Parliamo di un vero tappo che partiva dal tribunale, arrivava a contrada Pretaro per poi continuare su Francavilla, con disagi inconcepibili per le 30mila auto che ogni giorno entrano ed escono da sud e che per un mese ha reso impossibile anche il traffico dei mezzi pubblici, quelli utilizzati dagli utenti fragili, anziani e ragazzi che devono raggiungere la scuola a Pescara e che impiegano anche più di un’ora per un tragitto relativamente breve».
«Non solo», ha continuato il presidente della commissione, «l’emergenza ha imposto anche lo spostamento del transito della linea 21 andando a penalizzare gli utenti del rione pineta, visto che è stata istituita una fermata in via della Bonifica, dove non ci sono però le opportune condizioni di sicurezza per i passeggeri in attesa o che scendono dal mezzo, non avendo a disposizione né marciapiedi, né tanto meno una pensilina. Poi c’è via Ignazio Silone, che è l’unica che permette ai cittadini della pineta di usare il mezzo pubblico». «Ad aggravare la situazione», ha fatto presente Foschi, «è stato proprio il cantiere in corso per la riqualificazione del lungomare sud, con la chiusura del senso di marcia nord-sud in viale Primo Vere. Tutto ciò non poteva assorbire l’enorme volume di traffico e la conseguenza è stata il caos». Poi la critica. «Non possiamo credere», ha concluso Foschi, «che l’assessore Albore Mascia non abbia sfruttato i due mesi di tempo a disposizione dalla chiusura del cantiere il 15 dicembre per individuare con i propri tecnici una possibile ipotesi di soluzione da sottoporre ai cittadini ai quali non possiamo dire: riapriamo il cantiere e ora arrangiatevi».

