Riaprono i negozi per gli affari di Pasqua
Da lunedì stop alla zona rossa a Pescara e Francavilla, ma restano le restrizioni a Montesilvano e scoppia la polemica
PESCARA. Da lunedì riaprono negozi e attività commerciali. Fino al 28 marzo stop alle restrizioni, imposte dalle ordinanze regionali come misure di contenimento dei contagi, a Pescara, Chieti e in altre zone dell’area metropolitana: Francavilla, Spoltore, Cepagatti, Pianella, Catignano e Castiglione a Casauria. Lo prevede un provvedimento regionale, l’ordinanza numero 18 firmata dal presidente Marco Marsilio, che lascia fuori Montesilvano e Città Sant’Angelo, dove i numeri dei contagi restano preoccupanti. Una decisione, quella di tenere aperti i negozi di Pescara e non quelli della confinante Montesilvano, che non piace a Confesercenti.
L’Abruzzo resta arancione, ma solo per effetto del decreto Draghi che non permette il cambio di colore in giallo fino alle festività. L’annuncio di Marsilio trasforma la Pasqua di passione in speranza per centinaia di commercianti, imprenditori, artigiani, Partite Iva, le cui imprese sono state decimate da mesi di restrizioni. Gli animi, dilaniati da proteste e appelli sfibranti alla riapertura, trovano una luce nel buio fitto dei divieti stringenti che hanno collassato il comparto commerciale.
«Nell’ultima settimana», dice Marsilio, «l’Abruzzo ha mostrato un andamento positivo anche se non bisogna trascurare la pressione ospedaliera che rimane critica». L’indice Rt torna sotto 1 attestandosi a 0,96. Quindi, il segnale tanto atteso: «Dopo un mese di sofferenza, l’indice di contagio è sceso. Le misure adottate hanno dato il risultato sperato e sono rientrate sotto la soglia di allarme, anche se non scende il numero degli ospedalizzati». Proprio ieri, il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, aveva lanciato un appello alla riapertura con una lettera al governatore.
La rabbia delle associazioni di categoria, esplosa a più riprese negli ultimi mesi, è mitigata in parte. «Ci aspettavamo l’arancione ovunque», commenta Gianni Taucci, direttore di Confesercenti che con il presidente Raffaele Fava è insorto sui ritardi dei ristori e casse integrazioni, «speriamo che nelle prossime settimane tutto torni alla normalità, ma intanto non troviamo opportuno, con la Pasqua di mezzo, continuare a tenere chiuse le attività a Montesilvano e aperte a Pescara. Significare decretare la loro morte e qualcuno dovrà assumersene la responsabilità. La Regione dovrà compensare le perdite, ma intanto chiediamo che anche Montesilvano rientri nella zona arancione, da lunedì». E conclude, Taucci: «I ritardi nei sostegni sono insostenibili. Gli esercenti sono in tilt e viene anche chiesto loro di smontare i parklet. Sconfortante e vergognoso».

