Ricambia la lista dei più votati: ora Cilli torna davanti a Zaffiri

Ci sarebbe un errore di trascrizione dietro a 55 preferenze attribuite all’ex presidente della Provincia Sotto accusa i dati di una sezione di Moscufo: il vice sindaco torna a sperare di entrare in Regione
MONTESILVANO. Colpo di scena a Montesilvano che torna a sperare di poter eleggere un proprio rappresentante in consiglio regionale dopo 25 anni di assenza. Il riconteggio dei voti dell’ultima tornata elettorale, che aveva visto il vicesindaco di Montesilvano Paolo Cilli scalare in terza posizione dietro al collega di partito Antonio Zaffiri, sarebbe sbagliato. Il condizionale per ora è d’obbligo dal momento che non ci sono ancora conferme ufficiali e che il diretto interessato preferisce non rilasciare dichiarazioni. Eppure, dopo una settimana di delusione per l’amministratore e il suo entourage politico, da ieri l’entusiasmo ha ricominciato a circolare e con esso anche le indiscrezioni in merito.
Ma a cosa è dovuto questo balletto di posizioni tra il vice di Ottavio De Martinis, e l’ex sindaco di Collecorvino, Zaffiri, entrambi candidati nella lista provinciale di Forza Italia? Per comprenderlo appieno è necessario fare un passo indietro. All’indomani della chiusura dei seggi, i risultati elettorali vedevano Cilli, con 3.878 voti, in seconda posizione (elettiva con surroga) dopo il presidente del Consiglio regionale uscente e consigliere rieletto Lorenzo Sospiri, seguito da Zaffiri, fermo al terzo posto non elettivo, con 3.771 preferenze. Qualche giorno dopo, però, il primo colpo di scena: il riconteggio dei voti, pur avendo consentito a Paolo Cilli di recuperare 10 voti inizialmente non attribuiti, portandolo a quota 3.797 preferenze, allo stesso tempo aveva visto il suo diretto sfidante, Zaffiri, poter contare su ben 45 preferenze inizialmente non calcolate, con un bilancio di 3.816 voti. Con 19 voti di scarto, dunque, la seconda posizione è diventata ufficialmente di Zaffiri, per il quale si è riaperta la possibilità di diventare consigliere in caso di assessorato per Sospiri. Da lì, la decisione di Cilli di non rassegnarsi all’uscita di scena senza prima aver fatto delle verifiche utili a chiarire come mai i dati ufficiali del tribunale non coincidessero né con i primi dati emersi dai comuni né tantomeno con quelli ufficiosi frutto dei calcoli dei rappresentanti di lista sguinzagliati nei vari seggi. Un dubbio che sembra ora essere stato più che legittimo dal momento che le voci che in queste ore circolano in città, darebbero ragione al vicesindaco. Interpellato, l’amministratore comunale ha preferito non rispondere alle domande, evitando di confermare o smentire le indiscrezioni. Ma secondo i ben informati, il grande equivoco sarebbe nato intorno ai risultati della sezione n.3 del Comune di Moscufo. Nei primi dati emersi all’indomani delle urne, in questa sezione Zaffiri aveva preso 89 preferenze, diventate poi 144 con il riconteggio, con un +55. Ma l’occhio attento di chi ha fatto l’accesso agli atti avrebbe consentito di scovare un macro errore compiuto nella fase di verifica del tribunale quando, durante la trascrizione dei numeri, un intero rigo sarebbe stato saltato. Quel 144, infatti, non sarebbe riferito ai voti presi da Zaffiri, che compariva in ultima posizione nell’elenco dei candidati del suo partito, bensì al numero totale di preferenze ottenute dall’intera lista di Forza Italia. Togliendo 55 voti al totale dei voti di Zaffiri, dunque, Cilli tornerebbe in seconda posizione, con 36 preferenze in più rispetto all’amministratore di Collecorvino. A questo punto, dunque, il ricorso sembra già essere pronto, così come sarebbero ripartite le interlocuzioni con Sospiri che, in virtù della stressa collaborazione politica con Cilli, ora potrebbe riprendere in considerazione l’ipotesi dell’assessorato per consentire l’ingresso del vicesindaco in Emiciclo.

