Ricetta elettronica, l’Abruzzo dà l’esempio

21 Marzo 2020

La Protezione civile nazionale si adegua: mail o sms per ottenere medicine ed evitare file in farmacia

L’AQUILA. Si chiama «ricetta dematerializzata» ed è stata introdotta per alleggerire i carichi di lavoro di medici di famiglia e pediatri. Un provvedimento varato dalla Regione Abruzzo l’11 marzo scorso e “copiato” dalla Protezione civile nazionale, su spinta del ministro della Salute, Roberto Speranza. La ricetta medica viene spedita anche via mail o con messaggio sul telefono (per esempio utilizzando la piattaforma whatsapp) senza più la necessità di ritirare fisicamente, e portare in farmacia, il promemoria cartaceo. Il paziente dovrà comunicare solo il codice e mostrare la tessera sanitaria. E così il farmacista individua la prescrizione e dispensa la medicina. Regione Abruzzo e Ordine dei medici invitano a portare avanti questa pratica il più possibile.
«Ci fa piacere che anche la Protezione civile segua il nostro esempio», affermano in Regione, «è una delle misure urgenti per la gestione dell’emergenza».
Un invito a medici e pediatri è stato fatto anche dal ministro Speranza.
«Dobbiamo fare di tutto per limitare gli spostamenti e ridurre la diffusione del virus Covid-19», sottolinea, commentando la firma al provvedimento da parte del capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli. «Puntiamo con forza sulla ricetta medica via mail o con messaggio sul telefono», aggiunge Speranza, «un passo avanti tecnologico che rende più efficiente tutto il Sistema sanitario nazionale».
Ma qual è la procedura? Al momento della generazione della ricetta elettronica da parte del medico prescrittore, l’assistito può chiedere al medico il rilascio del promemoria dematerializzato, ovvero l’acquisizione del numero di ricetta elettronica. Le strade da seguire sono diverse: trasmissione del promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore la casella di posta elettronica certificata (Pec) o quella di posta elettronica ordinaria (Peo); comunicazione del numero di ricetta elettronica con sms o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore il numero di telefono mobile; comunicazione telefonica da parte del medico prescrittore del numero di ricetta elettronica laddove l’assistito indichi al medesimo medico il numero telefonico». Nella stessa ordinanza di Protezione civile, disposta di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze e con l’intesa del presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, vengono disciplinate anche tutte le modalità operative per farmacie e Asl per i farmaci distribuiti in modalità diverse dal regime convenzionale e per i medicinali che richiedono un controllo ricorrente dei pazienti.
Per le patologie croniche il medico può prescrivere medicinali fino a un massimo di sei pezzi per ricetta, purché già utilizzati dal paziente da almeno sei mesi. La durata della prescrizione non può comunque superare i 180 giorni di terapia.
La seconda regione italiana ad adeguarsi è stata l’Emilia Romagna. «Una misura in più a salvaguardia dei cittadini, che rientra nelle disposizioni urgenti per ridurre la necessità di spostarsi dal proprio domicilio per ritirare medicinali», ha evidenziato l’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini. (r.rs.)
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