Ricette abbandonate all’interno dell’ospedale

2 Luglio 2017

Pettinari (M5S) scopre un edificio rifugio di tossici vicino alla direzione Asl Nei locali un tappeto di siringhe e rifiuti. «Ora Mancini si deve dimettere»

PESCARA. Rifiuti, siringhe usate, fazzoletti insanguinati, bici abbandonate e persino delle vecchie ricette con tanto di nomi dei pazienti. Tutto questo in un edificio abbandonato a due passi dall’ospedale civile e dagli uffici della direzione della Asl. La scoperta è stata fatta dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, durante una delle tante visite ispettive all’interno della struttura ospedaliera in qualità di vice presidente della commissione Sanità.
Pettinari ha raccontato, con tanto di foto e video che testimoniano ciò che ha visto, di aver scoperto la «stanza del buco», ossia dei locali dove i tossicodipendenti vanno indisturbati ad iniettarsi l’eroina. «La cosa incredibile», dice, «è che questo edificio si trova a pochi passi dalla direzione della Asl e nessuno è mai intervenuto per eliminare questa gravissima situazione di degrado».
Per questo motivo, il consigliere regionale punta il dito contro il direttore generale della Asl Armando Mancini. «Si deve dimettere», afferma. Pettinari chiede anche l’intervento dei carabinieri del Nas. «Sono rimasto sconvolto da quello che ho visto», rivela, «non ho mai visto una situazione di degrado come questa. Sono locali, peraltro accessibili a tutti, non sono chiusi con lucchetti o catene, mettono a serio rischio la salute di tutti e fanno presupporre che siano frequentati da tossicodipendenti, poiché quelle siringhe e quei fazzoletti insanguinati non ci sono arrivati da soli».
Tra l’altro, vicino a questi locali, nella zona del vecchio ospedale, si trova anche il Sert, ossia il servizio addetto al recupero dei tossicodipendenti.
A detta del vice presidente della commissione regionale Sanità, ci sarebbero addirittura dei locali «con il tetto in Eternit». «Davanti a questo degrado», osserva, «la Regione e la Asl cosa fanno? Ricordiamo che il palazzo dove abbiamo scovato questa situazione è di proprietà dell’azienda sanitaria. Perché invece di tutelare la sicurezza dei cittadini, chiudendo ai tossicodipendenti quell’area e restituendo salubrità e pulizia nei locali esistenti, si pensa a spendere 3 milioni di euro per l’acquisto da un privato di una palazzina per la Asl in via Rigopiano?». Pettinari chiede inoltre per quale motivo «la Asl, avendo un palazzo di proprietà che poteva essere ristrutturato per allocare uffici amministrativi, ha preferito acquistare la palazzina esterna alla zona ospedaliera, anche questa fatiscente». «Se in entrambe è necessario intervenire con una ristrutturazione», sostiene Pettinari, «sicuramente utilizzando quella già di proprietà della Asl si sarebbero risparmiati milioni di euro per l’acquisto». «Di fronte a questa negligenza da parte della Asl», sottolinea l’esponente del Movimento 5 Stelle, «il direttore deve dimettersi. Quello che abbiamo visto è la manifestazione di un sistema di controllo inefficiente e di un disinteresse. Probabilmente, le varie telecamere che si vedono non rendono il servizio dovuto. O le telecamere non funzionano e sono uno spreco di soldi pubblici, o chi dovrebbe controllare i video non fa il suo dovere».
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