«Ricostruzione, le cosche pronte a fiutare l’affare»
Il comandante regionale assicura controlli preventivi sulle provvidenze Scoperti 24 milioni erogati in modo illecito. Dieci interdittive antimafia
L’AQUILA. I controlli sulla ricostruzione sono uno dei punti fermi dell’attività della Guardia di Finanza e lo saranno ancora a lungo. Questo è forse il più importante obiettivo delle Fiamme Gialle in Abruzzo.
I DATI. Gli importi controllati in relazione a contributi per la ricostruzione ammontano a 83 milioni ma i finanziamenti illeciti sono stati comunque tanti: 24 milioni a fronte di un danno erariale di 9 milioni. Le denunce sono state ben 100 mentre i valori sotto sequestro sono di 21 milioni. Le interdittive antimafia fatte dalla prefettura dell’Aquila sulla scorta delle indagini sono state dieci mentre gli accertamenti antimafia effettuati con le altre forze di polizia sono stati 1.753. Le ispezioni nei cantieri privati sono state 37 quelle nei cantieri pubblici solo 4.
LA SITUAZIONE. «Abbiamo un macigno, quello della ricostruzione», ha detto il generale Flavio Aniello, «che si è allargato dall’Aquila a tutto il centro Italia; ora cominceranno ad arrivare nuove provvidenze pubbliche nei nuovi Comuni abruzzesi del cratere e nelle altre regioni, quindi qualcuno fiuterà l’affare e quasi certamente cominceremo ad agire». In relazione alla somma sotto indagine per i finanziamenti illeciti, ovvero 24 milioni, ecco il commento del comandante: «Questa somma è poco rispetto al mare magnum dei finanziamenti nazionali», ha affermato, «ma vuol dire anche che la pressione del controllo è sempre incisiva».
PIANO OPERATIVO. «In merito al tragico evento sismico avvenuto nel territorio abruzzese nell’aprile del 2009», ha detto ancora Aniello, «è stata rivolta una peculiare attenzione alla prevenzione e alla repressione di condotte illecite legate alla successiva ricostruzione, sia pubblica che privata. Da rimarcare l’esecuzione di uno specifico Piano operativo, dedicato al contrasto di tali fenomeni, la cui attuazione ha permesso di ottenere importantissimi risultati inerenti, per lo più, a indebite richieste o percezioni di contributi nazionali e comunitari e a turbative e condotte illecite nelle gare d’appalto. L’esperienza fin qui maturata costituirà utilissimo banco di prova per replicare le migliori pratiche operative allorquando inizieranno ad affluire anche nella regione Abruzzo) i primi fondi pubblici per la ricostruzione delle zone colpite dai più recenti eventi sismici e meteorologici».
«L’attività svolta in questo comparto», ha aggiunto il comandante regionale, «è assolutamente “trasversale” rispetto a tutti gli obiettivi strategici affidati alla Guardia di Finanza. Ogni fenomeno di “mala gestio” delle provvidenze comunque riconosciute per ristorare i danni connessi a disastri ambientali, infatti, impatta sui flussi di spesa pubblica, trascinando poi con sé anche fenomeni di evasione fiscale e contributiva e, in alcuni casi, la cointeressenza della criminalità organizzata. Che è sempre pronta, come noto, anche da fuori regione, a “fiutare l’affare” per reinvestire proventi realizzati con altre attività economiche delittuose».
ORGANICI. Un accenno è stato fatto anche in relazione agli organici della Finanza in relazione alle tante indagini da fare e a quelle che si presume ci saranno secondo la logica delle cose. Si è sostenuto che l’Abruzzo è in linea con le altre regioni e che nuove forze in più sarebbero gradite ma lo stesso discorso lo possono fare tutti gli altri Corpi investigativi.
FINANZA E PROCURE. Nel corso del 2016, ai reparti abruzzesi della Guardia di Finanza sono pervenute dall’autorità giudiziaria 2.136 deleghe di indagine da parte delle varie procure, di cui 1.847 portate a conclusione (l’86%). Relativamente alle deleghe concluse: 1.115 (60,3%) sono state relative alla lotta alla criminalità organizzata ed economico-finanziaria; 450 (24,3%) al contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale; 242 (13,2%) al contrasto alle frodi nel settore della spesa pubblica ed all’illegalità nella pubblica amministrazione; 40 (2,2%) hanno interessato il contrasto alla contraffazione ed alla pirateria digitale.
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