Ricostruzione, Legnini accelera: cinquemila cantieri in sei mesi

Il commissario straordinario delle aree colpite dal sisma è ottimista: ora possiamo procedere spediti La situazione più complessa è in Abruzzo perché 12 comuni su 23 sono a doppio cratere 2009/2016
L'AQUILA. Legnini accelera sulla ricostruzione: cinquemila i cantieri da aprire nei prossimi sei mesi. Per il commissario straordinario delle aree colpite dal sisma del Centro Italia, Giovanni Legnini, si deve e si può. Un traguardo rimarcato durante il convegno, a Termoli, sulla Macroregione Adriatica. «Quando ho formulato questo auspicio non era un numero buttato lì a caso», ha detto Legnini, «ma il frutto di una previsione basata sulle nuove regole che abbiamo voluto dettare e su quelle varate dal Governo: i due recenti decreti Semplificazione e Rilancio, entrambi in fase di conversione in Parlamento, contengono norme preziose per l'accelerazione del processo di ricostruzione». Più complessa, rispetto alle altre regioni, la situazione in Abruzzo dove su 23 comuni interessati dalla ricostruzione, 12 sono a "doppio cratere", 2009 e 2016 «con fattori critici, soprattutto nell'Alta Valle dell'Aterno».
ACCELERATA SUI CANTIERI. «Il mio mandato come commissario per la ricostruzione nel Centro italia è iniziato con il Covid e, ovviamente, il processo di ricostruzione è stato fortemente condizionato prima dal blocco e, poi, dal rallentamento delle attività», ha sottolineato Legnini, «abbiamo dedicato questo tempo a ridisegnare il volto del processo di ricostruzione e a riscrivere le regole nella direzione nettissima della semplificazione e dell'accelerazione». «Il nostro obiettivo», ha detto il commissario alla ricostruzione, «è quello di incrementare, in misura sempre maggiore nel prossimo semestre, l'avvio di nuovi cantieri, e di vederne aperti almeno 5mila, tra pubblici e privati, entro la prossima primavera, con un ritmo crescente nei mesi e negli anni successivi». Il Rapporto sulla ricostruzione post sisma 2016 parla di 5.325 progetti approvati in quattro anni, di cui 2.544 già realizzati, e di 2.758 cantieri in corso, per la ricostruzione privata. Le opere pubbliche finanziate sono 1.405, di cui 86 concluse, con 85 cantieri aperti.
CRITICITÀ IN ABRUZZO. Legnini ha fatto notare come «la previsione generale riguardi le quattro regioni interessate dal processo di ricostruzione: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria». Ma è proprio in Abruzzo che «la situazione risulta più complessa», spiega, «anche a causa della disciplina specifica che regolamenta il doppio cratere, per gli edifici che hanno subìto danni sia nel 2009 che nel 2016. L'Abruzzo è al di sotto della media, nonostante da quando a guidare l'Usr c'è Vincenzo Rivera il quadro sia migliorato. Abbiamo le condizioni per imprimere ulteriore impulso e velocità, anche grazie alla norma emanata di recente, che consente con due dichiarazioni da parte dei tecnici, di far transitare le molte pratiche arretrate alla procedura accelerata dell'ordinanza 100». Quanto alla sovrapposizione dei due crateri, Legnini specifica che «sono stati risolti molti problemi operativi, ma sussiste un grave rischio di blocco per alcuni centri dell'Alta Valle dell'Aterno, che dobbiamo scongiurare, quello delle faglie attive e capaci che il mio predecessore aveva individuato, i cui tempi di risoluzione potrebbero rallentare la ricostruzione in diversi comuni. Un problema da superare rapidamente: per questo ho convocato, per i prossimi giorni, una serie di riunioni tecniche».
POTERI SPECIALI. Il tallone d'Achille resta la ricostruzione pubblica, «che procede con lentezza a causa della complessità che caratterizza le procedure di affidamento dei servizi tecnici e dei lavori», sottolinea Legnini, «per aprire un cantiere pubblico si impiegano, mediamente, 2-3 anni. Le recenti norme sulla semplificazione degli appalti varate dal Governo potranno consentire, se correttamente applicate, una forte velocizzazione delle procedure. Oltre a tali disposizioni generali, con il decreto Semplificazioni mi sono stati conferiti poteri speciali, per le opere urgenti e caratterizzate da particolare criticità, e per i centri storici maggiormente danneggiati. Penso ad Amatrice, Arquata del Tronto, Norcia e Camerino. È in atto un dialogo con il presidente della Regione, Marco Marsilio, e con i sindaci abruzzesi per valutare se e dove sia possibile applicare tali norme derogatorie. Un caso potrebbe essere quello di Campotosto».
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