Ricoveri: più 80% in sette giorni

Le due facce dell’epidemia: la regione è terza in Italia per dosi fatte, ha sorpassato anche il Lazio
Il Covid-19 corre sempre più spedito in Abruzzo e i ricoveri continuano ad aumentare, mettendo a segno un incremento, su base settimanale, che raggiunge l'80 per cento. In ogni caso, il dato sulle ospedalizzazioni, se rapportato ai contagi, aumenta meno rispetto al passato grazie ai vaccini. Proprio sul fronte campagna vaccinale arrivano segnali positivi: l'Abruzzo è al terzo posto in Italia per dosi somministrate in rapporto alla popolazione.
La nostra regione sorpassa il Lazio, dove gli hacker hanno sferrato l’attacco al server della campagna vaccinale, e si piazze alle spalle di Lombardia e Puglia. La parola d'ordine è correre, lavorando soprattutto sui no vax.
NUOVI CASI. I nuovi casi accertati con i test delle ultime ore sono 54. Sono emersi dall'analisi di 2.157 tamponi molecolari: è risultato positivo il 2,5 per cento dei campioni. Il trend è in continua crescita ormai da oltre un mese. La variazione dei contagi registrati nell'ultima settimana (542), rispetto ai sette giorni precedenti, è pari al +50,1 per cento. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di appena otto mesi e il più anziano un uomo di 84 anni, entrambi della provincia di Teramo. Non ci sono decessi recenti: il bilancio delle vittime è fermo a 2.515.
RICOVERI IN AUMENTO. Per il quarto giorno consecutivo aumentano i ricoveri, che passano da 39 a 43, tornando ai valori di un mese e mezzo fa. In particolare, 42 pazienti (+4 rispetto a lunedì) sono ricoverati in area medica e uno (invariato) è in terapia intensiva. Altre 1.428 persone sono in isolamento domiciliare (-19). Gli attualmente positivi al virus sono 1.471 (-15). I guariti - 69 nelle ultime ore, cioè più dei nuovi positivi - raggiungono quota 72.360.
LA SITUAZIONE. Mentre alcune regioni, Sardegna in testa, si avvicinano a superare le soglie da zona gialla, l'Abruzzo continua a mostrare dati confortanti. Il tasso di occupazione dei posti letto resta all'1 per cento per le terapie intensive e al 3 per cento per l'area medica, a fronte di livelli di allerta rispettivamente pari al 10 e al 15 per cento. Al di sotto del valore limite anche l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, che però continua a salire ed arriva a 42,2: un dato superiore a 50, insieme al superamento delle soglie relative ai ricoveri, fa scattare la zona gialla. Due province su quattro hanno superato 50: in testa c'è Pescara, con un'incidenza pari a 56,6, seguita da Teramo (50,7). Al di sotto di quella soglia ci sono L'Aquila (35,6) e Chieti (27,4).
VARIANTE DELTA. All'origine dell'incremento dei contagi c'è la più contagiosa variante Delta, che in Abruzzo, secondo le stime, ha ora raggiunto una prevalenza del 95 per cento. La parte restante è tutta riconducibile alla variante Alfa, mentre non c'è praticamente più traccia del ceppo originario. «Il territorio ormai è della Delta», afferma Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell'università d'Annunzio, struttura che si occupa del sequenziamento del virus.
VACCINI. La campagna vaccinale, comunque, procede spedita. Al punto che l'Abruzzo è la terza regione d'Italia per dosi somministrate in rapporto alla popolazione: 1.552.495 le somministrazionei effettuate su un totale di 1.305.770 abitanti. Il 52,2 per cento della popolazione ha già ricevuto due dosi. C'è da lavorare sugli scettici. Circa 69mila persone di età compresa tra 50 e 69 anni - fascia a rischio di malattia grave e anche di morte in caso di Covid-19 - non ha ancora ricevuto neppure una dose di vaccino. Ai ritmi attuali l'Abruzzo dovrebbe raggiungere l'immunità entro la fine di agosto.

