«Ricoveri troppo lunghi a Penne»

Al San Massimo assessore e consigliere di Pescara: informeremo la Regione
PENNE. «I giorni di ricovero per i pazienti del reparto di Medicina dell’ospedale San Massimo di Penne sono molti di più rispetto a quelli previsti dai normali protocolli». È quanto emerge dal sopralluogo di ieri, da parte del capogruppo Udc del Comune di Pescara, Massimiliano Pignoli, e dall’assessore pescarese all’Ascolto del disagio sociale Nicla Di Nisio, sulla gestione dei ricoverati nel reparto di Medicina dell’ospedale pennese. Ieri mattina i due componenti del consiglio comunale di Pescara hanno fatto visita a Penne per capire come mai, troppo spesso, il pronto soccorso vestino indirizzi al Santo Spirito i pazienti di Medicina. Un problema che, soprattutto negli ultimi mesi, ha generato un sovraffollamento per i reparti di medicina e geriatria dell’ospedale pescarese. Dal sopralluogo sembrerebbe che il reparto di Medicina del San Massimo, che conta 44 posti per acuti, abbia delle procedure di dismissione molto più lente rispetto ai protocolli adottati dal Santo Spirito. In base ai protocolli standard, il reparto di Medicina dovrebbe prevedere ricoveri di circa 7 giorni, mentre a Penne ci sono casi di malati ricoverati da circa un mese.
«Il reparto di medicina-geriatria di Penne è diventato un ospedale di lungodegenza», afferma Pignoli, «informeremo l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e il direttore generale facente funzioni Caponetti di questa situazione. A Pescara ci sono persone appoggiate lungo i corridoi, mentre a Penne si permettono il lusso di tenere ricoverati mesi e mesi. Questo non può essere giusto perché si è essere umani sia a Pescara che a Penne. La prossima tappa la faremo a Popoli», promette il capogruppo Udc.
«Ci aspettavamo risposte più concrete dal primario della Medicina del San Massimo sul perché di questi ricoveri prolungati», commenta l’assessore Di Nisio, «chiederemo all’assessore Verì di fare luce sulla situazione. Noi non molliamo, soprattutto per il rispetto di tutte quelle persone che non hanno un posto in medicina e geriatria e si trovano poggiate lungo i corridoi. Serve di certo più collaborazione tra i presidi ospedalieri di Penne e Pescara e anche da parte dei cittadini».
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