Ridimensionato il perimetro del sito contaminato di Bussi

BUSSI SUL TIRINO. La conferenza dei servizi tenuta ieri – in video collegamento da Regione a Ministero dell'Ambiente a Roma – ha sancito un risultato atteso da 4 anni: il ridimensionamento della...
BUSSI SUL TIRINO. La conferenza dei servizi tenuta ieri – in video collegamento da Regione a Ministero dell'Ambiente a Roma – ha sancito un risultato atteso da 4 anni: il ridimensionamento della perimetrazione del sito contaminato di Bussi, che restituisce come “sito avulso da contenuti tossici” circa 2 ettari di terreno a monte delle zone 2A e 2B. Alla Regione erano presenti il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, il funzionario della Regione Franco Gerardini, il sottosegretario alla presidenzadella Regione Mario Mazzocca, il rappresentante del Forum dell'acqua Augusto De Sanctis; a Roma i rappresentanti di ministero, Solvay, Ispra e parti sociali.
«Un risultato molto importante», commenta Lagatta, «anche se arrivato con troppo ritardo, visto che le analisi sui terreni, da cui era emerso che non c'erano segni di contaminazione, sono state eseguite da tempo. Per noi comunque si tratta di un evento di rilievo, poiché dopo la pubblicazione del decreto la competenza sugli usi di questa area passerà dal Ministero dell'Ambiente al Comune. Il pensiero corre alla possibilità che il sito possa essere sfruttato immediatamente da nuovi investitori», aggiunge, «visti gli andamenti ancora indecifrabili per l'esecuzione della bonifica e della messa in sicurezza delle aree interne al sito industriale». Insomma anche la Filippi Farmaceutica, in corsa per un sito idoneo dove investire, potrebbe pensare di insediarsi. «Ci eravamo espressi favorevolmente su questa decisione», ricorda De Sanctis, «e si sarebbe potuto risolvere il tutto da anni. Anzi, ci chiedevamo perché insistere a parlare di nuovi impianti su aree inquinate come l'ex Medavox, con l'ipotesi di tombatura dei veleni. Avremmo risparmiato tanti contrasti tra chi propugnava la reindustrializzazione su aree inquinate senza prima bonificarle e chi, come noi, pretendeva e pretende il completo risanamento». (w.te.)
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