Riduzioni della Tari: lite tra l’assessore e l’opposizione

13 Gennaio 2021

PIANELLA. Botta e risposta, a Pianella, tra opposizione e giunta sulle somme incassate dal Comune per la Tari (annualità 2020). In una nota, il consigliere comunale Massimo Di Tonto ripercorre la...

PIANELLA. Botta e risposta, a Pianella, tra opposizione e giunta sulle somme incassate dal Comune per la Tari (annualità 2020). In una nota, il consigliere comunale Massimo Di Tonto ripercorre la questione, affrontata in consiglio comunale il 31 dicembre e rilancia la polemica.
«L'amministrazione», dice, «è tenuta a restituire ai cittadini 119.267 euro, indebitamente incassati con la Tari 2020», cioè in più. Il dato è emerso dai controlli dell'Autorità regolazione energia reti e ambiente (Arera) sul Piano economico finanziario (Pef) per cui «questa somma dovrà essere restituita sotto forma di diminuzione della Tari», spiega sempre Di Tonto semplificando i termini della questione e della delibera approdata in aula.
Insieme a Gianni Filippone, Di Tonto ha proposto un emendamento, sottoscritto dai consiglieri Davide Berardinucci, Denis Sposo, Annaida Sergiacomo e Anna Bruna Giansante, per chiedere di "restituire la Tari ai cittadini in un'unica rata nel 2021 e non in tre rate, dal 2021 al 2023, come proposto dall'amministrazione comunale. Sarebbe stato un modo, per i sei consiglieri, «per aiutare la ripresa» in un momento di «crisi economica causata dalla pandemia».
Ma l'emendamento è stato bocciato, mantenendo la rateizzazione triennale. «Questa decisione è stata motivata con la necessità di restituire l'anticipo di tesoreria (cioè le somme prese a prestito dalla banca)» e per Di Tonto è solo «una scusa».
Replica l'assessore ai tributi Marco Pozzi, accusando Di Tonto di «mistificare e sabotare l'attività della maggioranza». «Per tre anni», fa presente Pozzi, Pianella è stata «sul podio nella classifica regionale dei “Comuni ricicloni” di Legambiente con percentuali di raccolta differenziata superiori al 75% e l’amministrazione ha svolto una gara di appalto per il nuovo affidamento ottenendo delle economie che, in ottemperanza alla legge, vengono rispalmate nelle tre annualità successive del Piano economico e finanziario e consentiranno ulteriori riduzioni e agevolazioni alla popolazione». «La proposta bocciata non teneva conto della necessità di garantire al Comune l’equilibrio finanziario», conclude. (f.bu.)
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