Rifiuti, 13 sindaci contro Masci «Non si tocca il cda di Ambiente»

Trulli (Spoltore) contesta il piano per aumentare da due a tre i consiglieri nominati da Pescara Il 2 agosto l’assemblea dei soci chiamata a scegliere anche il nuovo presidente della società
PESCARA. Tredici sindaci contro il piano di Masci per i rifiuti. È scontro sulla proposta di modifica allo statuto di Ambiente spa – un cda a 5 con tre posti riservati al Comune di Pescara anziché i due odierni – che si voterà il prossimo 2 agosto. È il sindaco di Spoltore Chiara Trulli a guidare gli altri primi cittadini dopo il via libera incassato da Carlo Masci in consiglio comunale: con 17 voti a favore, martedì scorso, Masci ha ottenuto il mandato di portare la proposta in discussione all’assemblea dei soci di Ambiente, società dei rifiuti composta da 32 Comuni del Pescarese. Il Comune di Pescara ha l’83% delle quote con due membri in cda (gli altri sono scelti uno da Città Sant’Angelo e gli ultimi due dagli altri enti soci) e adesso vuole contare di più: finora, dice Masci, Pescara è stata penalizzata.
Trulli la vede diversamente: «La modifica della statuto di Ambiente», dice, «divide proprio nel momento in cui è fondamentale lavorare insieme». Adesso, Ambiente si trova davanti a due scelte decisive: la nomina del nuovo presidente con il resto del cda – l’uscente Massimo Papa è uno dei candidati insieme ad altri 30 concorrenti – e la costruzione di un impianto da 30 milioni di euro con due società del gruppo Snam per lo smaltimento di rifiuti organici con produzione di biogas a Città Sant’Angelo. «Voglio sottolineare la situazione in cui si troveranno quei Comuni, come Spoltore, che», dice Trulli, «hanno quote minoritarie e con il nuovo statuto, nel caso in cui dovesse essere approvato anche dall’assemblea straordinaria di Ambiente, non avranno più una vera rappresentanza. La mia posizione», dice il sindaco di Spoltore, «è condivisa anche dai sindaci Alessandro D’Ascanio (Roccamorice), Franco Enrico Marinelli (Serramonacesca), Riziero Zaccagnini (Tocco da Casauria), Antonino D’Angelo (San Valentino), Catia Campobasso (Vicoli), Concezio Galli (Popoli), Davide Morante (Salle), Domenico Vespa (Villa Celiera), Gabriele Starinieri (Loreto Aprutino), Simone Romano D’Alfonso (Lettomanoppello), Samuele Di Profio (Civitaquana), Donatella Rosini (Carpineto della Nora). In linea con questa posizione si sono espressi anche il segretario provinciale del Pd Nicola Maiale e la vice segretaria Leila Kechoud». Ormai, il braccio di ferro è anche politico.
Trulli ipotizza: «In un cda a 5, Pescara potrà contare su tre consiglieri, e dunque imporre in ogni caso la sua volontà. Nel caso di un cda a tre, invece, due posti spetterebbero a Pescara e uno a Città Sant’Angelo, senza nessun rappresentante per gli altri Comuni. Ambiente rappresenta per la nostra provincia il tassello fondamentale della gestione pubblica di una risorsa, quella dei rifiuti, da sempre a rischio di infiltrazioni criminali e in ogni caso piuttosto delicata: la rappresentanza deve essere la più estesa possibile, i Comuni e gli eletti dai cittadini devono contare davvero. Invece si punta a trasformarla in una Super Attiva» rimarca, ricordando il vecchio nome della società che gestiva i rifiuti a Pescara prima della fusione con Linda e Ambiente. «È un discorso di equità», dice Trulli, «noi siamo convinti che Ambiente debba essere più di una società pubblica, solo così potrà davvero crescere e assumere la gestione dei servizi di igiene urbana nei principali territori, a cominciare da quelli che oggi sono soci di minoranza».

