Rifiuti, 70mila tonnellate da Roma

13 Dicembre 2018

La richiesta è arrivata: Mazzocca dice subito no, il M5S lo definisce in malafede

PESCARA. Non c’è più spazio per i rifiuti in Abruzzo e per la solidarietà tra Regioni se di mezzo c’è una campagna elettorale che si annuncia al veleno. La prima dose di “cianuro” l’ha somministrata ieri il governo regionale uscente contro il Movimento 5 Stelle. Il sottosegretario Mario Mazzocca, infatti, ha subito detto no alla richiesta da parte dell’Ama di portare in Abruzzo 70mila tonnellate di rifiuti che la sindaca di Roma, Virginia Raggi, non sa dove scaricare. La replica del consigliere regionale, Gianluca Ranieri, è però sferzante: il pentastellato dice che Mazzocca è in malafede. Cerchiamo di capirne di più partendo dal gestore dei rifiuti di Roma, la società Ama spa, che, attraverso la Regione Lazio (ieri Zingaretti ha telefonato a Lolli), ha chiesto all’Abruzzo una proroga dell’accordo, in scadenza a fine anno, che prevede il trasferimento di una quota dei rifiuti raccolti nella capitale. È un accordo che venne stipulato la prima volta nel 2014 e non si è mai interrotto anche se finora nessuna richiesta per il 2019 era stata formalizzata. Ma due giorni fa si è generata un’emergenza: il rogo che ha devastato l’impianto romano di Tmb (trattamento meccanico biologico) dei rifiuti. Un rogo doloso. È sull’onda di quest’ultimo fatto che la richiesta è giunta ed è stata protocollata ieri, indirizzata al sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale abruzzese con delega ad Ambiente ed ecologia, Mazzocca, e al dirigente del servizio Gestione rifiuti, Franco Gerardini che ha preso contatti con la dirigente del Comune di Roma, Laura D’Aprile (ex ministero dell’Ambiente). Nel documento viene chiesta una proroga dell’accordo, ma non si chiede un aumento dei quantitativi. In base all’intesa, l’Abruzzo si era detto disponibile ad accogliere ogni anno 70mila tonnellate dei rifiuti provenienti da Roma, destinati agli impianti di Chieti, Sulmona e Aielli che, secondo Gerardini, hanno ancora spazi e disponibilità sufficienti per accogliere questa nuova montagna di rifiuti.
Naturalmente l’operazione crea un profitto di 150 euro a tonnellata, oltre 10 milioni di euro. Mazzocca però dice no: «Io sono contrario. Sono quattro anni che aiutiamo il sistema di gestione dei rifiuti di Roma che, nel corso del tempo, non è migliorato, ma, anzi, è peggiorato. Responsabilmente, l’Abruzzo ha fatto più di quanto doveva nell’attività di sussidiarietà orizzontale», continua, «sono contrario per tutta una serie di ragioni, tutt’altro che ideologiche, finalizzate ad assicurare una corretta gestione dei rifiuti in Abruzzo anche in relazione a ciò che prevede il nuovo Piano. L’ipotesi di rinnovare l’accordo oltre il 31 dicembre 2018 non era prevista». Il sottosegretario annuncia che oggi, alle 10, ci sarà un incontro tecnico prima che la questione venga discussa in giunta. Gli ribatte Ranieri: «Incompetenza o malafede. Cosa spingerà Mazzocca a dire tante castronerie in poche righe di una nota stampa? Mazzocca fa finta di non sapere è che gli accordi di cui parla lui sono tra regioni. Era stata l’Ama a comunicare alla cabina di regia di Ministero e Regione che non avrebbe più avuto bisogno di esportare i rifiuti di Roma. È solo a causa dell’incidente Tmb che nasce di nuovo un momento di crisi per i rifiuti della capitale. Ma ora che c’è un motivo serio che richiede vera solidarietà, Mazzocca fa propaganda». (l.c.)