Rifiuti, calcinacci e fango tra le tombe del cimitero

25 Marzo 2018

Montesilvano, sopralluogo dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle «Cittadini costretti a calpestare altre sepolture per raggiungere quelle dei cari» 

MONTESILVANO. Un cantiere a cielo aperto, fango e spazi ristretti per le sepolture a terra, barriere architettoniche e macchinari abbandonati. Sono solo alcune delle criticità riscontrate nel corso di un sopralluogo promosso dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Paola Ballarini, Gabriele Straccini e Cristhian Di Carlo nel cimitero di Montesilvano.
Alla luce di una serie di segnalazioni ricevute dai cittadini che vanno a far visita ai loro defunti, sepolti nel camposanto di via Togliatti, i pentastellati hanno deciso di accendere i riflettori sul problema e di sollecitare l’amministrazione comunale a intervenire per restituire decoro al luogo.
Se a prima vista il cimitero appare in ordine, perché l’ingresso principale e la zona dedicata alle cappelle gentilizie è tenuta a regola d’arte, è spostandosi nella zona più nuova che si incontrano una serie di problemi che sollevano le perplessità dei cittadini.
A cominciare dal cantiere a cielo aperto che bisogna attraversare per raggiungere i campi dedicati alle nuove sepolture a terra, dove grossi sacchi contenenti rifiuti, calcinacci e attrezzi da lavoro vari non sono tenuti in sicurezza e rappresentano non solo un pericolo per gli utenti, ma anche e soprattutto uno spettacolo poco decoroso che mal si sposa con il luogo santo. Ma questo non è l’unico problema.
Chi sceglie di essere sepolto a terra, infatti, attualmente ha a disposizione un campo senza alcun sentiero che costringe i familiari a camminare nel fango. Inutile sottolineare che la zona è inaccessibile a disabili o a persone anziane per via delle numerose barriere architettoniche che si incontrano. «Non va meglio a chi ha già ricevuto questo genere di sepoltura in passato», evidenzia Straccini, «dal momento che i vari campi creati, con gli anni sono stati realizzati senza un minimo schema e senza lasciare spazio per il transito. Il risultato è che i familiari spesso si trovano costretti a passare sopra ad altre tombe per raggiungere quella dei propri cari».
C’è poi un’anomalia messa in luce dalla consigliera Ballarini. «Ogni piccolo lotto è recintato con muri di cemento armato, palizzate di legno e, in alcuni casi, addirittura con recinzioni in ferro», evidenzia, «che non hanno alcuna ragione di esistere, ma che al contrario rappresentano un costo e tolgono spazio».
Ed è proprio sulla mancanza di spazio che il consigliere Di Carlo pone l’accento. «In passato è stato commissionato uno studio a pagamento per trovare nuovi siti e delocalizzare il nuovo cimitero», ricorda, «quando basterebbe comprare o espropriare dei lotti di terreno che confinano con quello attuale. Purtroppo questa amministrazione vive alla giornata, ma noi vorremmo delle risposte certe in merito. Inoltre la gestione condivisa del cimitero tra il Comune, che si occupa della parte amministrativa, e l’Azienda speciale, che si occupa delle tumulazione e degli incassi delle lampade votive, rende il tutto ancora più problematico, per evidenti rimpalli delle responsabilità».
A rendere il cimitero un luogo dall’aspetto ancora più trascurato anche il cantiere abbandonato da anni della costruenda chiesa.
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