Rifiuti e amianto al cimitero: oggi partono le analisi dell’Arta

Nel laboratorio di Pescara i primi esami sui campioni di terreno prelevati durante gli ultimi scavi E giovedì ci saranno altri accertamenti a Teramo per cristallizzare la presenza del materiale tossico
FRANCAVILLA. Entra nel vivo l’inchiesta sul cimitero comunale di Francavilla, dove i carabinieri hanno trovato resti umani interrati insieme a rifiuti anche pericolosi. Iniziano stamattina a Pescara, nel laboratorio del distretto dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta), le analisi sui campioni di terreno prelevati nel corso degli ultimi scavi del 12 ottobre. Giovedì, invece, prenderanno il via altri esami nella sede dell’Arta di Teramo al fine di cristallizzare, sempre in quei campioni, la presenza di fibre di amianto dopo l’allarmante scoperta di tracce del materiale altamente tossico. Gli accertamenti tecnici irripetibili sono stati disposti dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giancarlo Ciani, che coordina l’inchiesta condotta dai militari del nucleo investigativo del comando provinciale, della stazione di Francavilla e della sezione operativa della compagnia teatina.
Potranno nominare consulenti di parte e assistere alle operazioni anche i quattro indagati, accusati di soppressione di cadavere, gestione o realizzazione di una discarica non autorizzata e frode nelle pubbliche forniture: si tratta di Luigi Febo, teatino di 58 anni, presidente del consiglio comunale di Chieti, coinvolto non nella veste di politico ma per la sua attività professionale di architetto e, nel caso specifico, di direttore dei lavori per l’ampliamento del camposanto; Franco Antonio De Francesco, 56 anni di Isernia, titolare della società Cimitero San Franco, incaricata dell’intervento; un suo dipendente, Carlo Sbaraglia, anche lui 56enne, di Francavilla; e l’architetto del Comune adriatico Maurizio Basile, 55 anni di Chieti, responsabile unico del procedimento. Alle società Cimitero San Franco e De Francesco Costruzioni è contestata invece la responsabilità amministrativa.
Gli scavi sono iniziati lo scorso luglio e hanno portato prima al sequestro di alcuni terreni all’interno del cimitero e, qualche giorno dopo, dell’intero camposanto, rimasto interdetto fino al 10 agosto. Le iniziali attività di carotaggio hanno restituito resti di bare in zinco, plastica, scarti dell'edilizia e anche un cadavere mummificato. Andando più in profondità, pero, è spuntato il temuto amianto, che – da ciò che si apprende – è stato rinvenuto in una zona non distante dalla prima finita sotto osservazione, vale a dire quella a valle, dove sono presenti le due torri, e destinata all’ampliamento della struttura. Il tutto mentre la bomba, risalente alla seconda guerra mondiale e trovata durante gli scavi di giovedì scorso, è stata rimossa il mattino successivo dagli artificieri. L’ordinanza per interdire l’accesso alla zona in cui era presente l’ordigno bellico, firmata dal sindaco Luisa Russo, è stata revocata dopo poche ore.

