Rifiuti e topi in centro La rabbia dei cittadini

Negozianti furiosi: «Pronti a trascinare i cassonetti in strada»
PESCARA. «Sono vent’anni che sopporto questo schifo, adesso sono stufa: sarà una guerra, mi farò arrestare, ma trascinerò i cassonetti in mezzo alla strada e bloccherò il traffico per sollevare l’attenzione dell’amministrazione su una zona che definiscono la più elegante di Pescara e invece è una cloaca a cielo aperto». Lo dice tutto di un fiato Elma Eligia Lauducci, socia del negozio Bebè in piazza della Rinascita.
Il problema evidenziato riguarda, in realtà, la spazzatura (rifiuti organici e non) che si accumula ogni giorno nel primo tratto di via Regina Elena, in via Regina Margherita e in via Mazzini a causa dei pochi cassonetti presenti e della rimozione di alcuni mastelli per la raccolta differenziata, avvenuta nei mesi scorsi dopo gli interventi di riqualificazione dei marciapiedi. Tutti i ristoranti presenti nella zona, come raccontano i residenti, che hanno raccolto le immagini dell’immondizia nel corso delle ultime settimane, conferiscono i rifiuti in un unico punto di raccolta: in via Regina Elena all’angolo con via Mazzini. Il risultato sono cumuli enormi di cartoni, buste in plastica, avanzi di cibo e bottiglie di vetro che invadono i marciapiedi del salotto buono della città e, inevitabilmente, attirano topi e altri animali infestanti. «Abito al quarto piano e mi sono entrati i topi fin dentro casa», sbotta Elma Eligia Lauducci, «mi sono spaventata tantissimo quando me ne sono trovato uno, enorme, davanti agli occhi. Per fortuna avevo lasciato la finestra aperta ed è uscito da solo».
In base al racconto dei cittadini, il problema è che, fino a qualche mese fa, erano presenti i cassonetti in via Regina Elena: uno davanti all’ex fruttivendolo “Ivo”, due tra i ristoranti “Bluefin” e “Maruzzella” e altri tre davanti al ristorante Maruzzella. Tre bidoni, poi, erano posizionati all’angolo tra via Regina Elena e via Mazzini, all’altezza del civico 58, e quattro mastelli all’uscita della galleria di via Mazzini, che servivano il primo tratto della strada fino all’angolo con via Regina Elena. Adesso, invece, dopo i lavori di riqualificazione, i cassonetti sono stati rimossi dal Comune e ne sono rimasti soltanto tre davanti al ristorante Maruzzella e tre davanti al civico 58 di via Mazzini. Troppo pochi rispetto all’utenza della zona. «È una cosa che non si spiega, considerato anche il numero dei ristoranti presenti», aggiunge Lauducci, «tutti sono costretti a conferire a un unico punto di raccolta, non è possibile. Ho sollecitato l’amministrazione, alcuni consiglieri e anche la nuova società del Comune che si occupa della raccolta della spazzatura, Ambiente, ma nessuno mi ha dato risposte né soluzioni». La commerciante si dice «stanca» delle continue sollecitazioni rimaste lettera morta e conferma la volontà di una protesta eclatante per sollevare l’attenzione del sindaco Carlo Masci e della sua maggioranza sulla pulizia delle strade e sulla gestione dei rifiuti. Parla di «topi che sbucano dai tombini» anche il suo socio, Eugenio Ciancetta, segnalando come le esche in prossimità dei cestini di piazza della Rinascita siano state posizionate «oltre un anno fa e mai cambiate» e che il disagio «interessa anche altre zone come via Tintoretto e via Raffaello».
Un problema analogo, attinente sempre il degrado in alcune strade del centro città, è stato segnalato anche da altri commercianti di via Parini, via Amendola e via Galilei. «Siamo esasperati», racconta anche a nome degli altri esercenti della zona Franca Cetrullo, titolare del negozio “La clessidra”, «ogni giorno troviamo escrementi umani sui marciapiedi, davanti alle nostre vetrine, probabilmente lasciati dai senza tetto che bivaccano qui intorno. La puzza è insopportabile, allontana anche i clienti. Noi non ne possiamo più. Il Comune dovrebbe provvedere a far igienizzare le strade con l’idropulsore una volta al mese, oltre a garantire la pulizia quotidiana delle strade e dei cassonetti». «Via Parini», aggiunge la titolare del negozio “Guarini”, «è abbandonata a se stessa, è poco illuminata ed è l’unica strada fino al porto dove non sono stati rifatti i marciapiedi».
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