«Rifiuti, la gara d’appalto era impossibile»

27 Giugno 2014

Manoppello, Colalongo: Toppi ha avuto tempo ma non ha avviato l’appalto, io costretta ad andare avanti

MANOPPELLO. Sul caso della richiesta di verifica da parte della consigliera Barbara Toppi, ex assessora ai Rifiuti, all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp), relativa al contratto di riaffidamento della gestione della raccolta rifiuti alla ditta appaltante per tre anni senza gara di appalto, interviene l’attuale assessora Katia Colalongo per precisare la posizione della giunta comunale. «Nominata in giunta il 19 marzo scorso», afferma la Colalongo, «in data 31 marzo decadeva il contratto di gestione e raccolta rifiuti. Se la volontà amministrativa, e quindi anche dell’assessore al ramo di quel periodo, era di voler indire una gara di appalto, doveva iniziare almeno 6 mesi prima della scadenza, non si poteva in pochi giorni indire una gara con l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti (Agir) che stava per essere istituita e che avrebbe fatto decadere qualsiasi iniziativa amministrativa. Pertanto, alla luce delle valutazioni da parte dell’ufficio tecnico e dei rispettivi positivi pareri tecnici di competenza», dice Colalongo, «si è proceduto all’approvazione in giunta della rinegoziazione e non proroga in quanto non sono state mantenute le condizioni del contratto originale».

La Colalongo fa notare che non sono mancate né la trasparenza, né l’economicità della proposta: in base alla delibera di giunta comunale 55 del 31 marzo oltre al ribasso, calcolato dopo aver detratto i contributi della filiera, la ditta ha rinunciato alle premialità pari a circa 36 mila euro all’anno che per tre anni portano a un risparmio di 108 mila euro, mantenendo invariati i servizi. «La scelta del canone annuo unico», prosegue l’assessore, «ci tutela da eventuali variazioni di prezzi di mercato e soprattutto previene quanto accaduto in precedenza, come l’errata fatturazione del conferimento dell’organico avvenuto nell’anno 2012 che ho potuto scoprire solo dopo la mia nomina. Questo è un punto in corso di approfondimento», incalza Colalongo, «insieme all’ufficio tecnico di competenza, perché se così fosse, avremmo un buco di bilancio di oltre 118 mila euro e sinceramente mi preoccuperei più di questo che del “ribasso non adeguato” o della “mancanza della spesa per l’avvio del servizio, acquisto mastelli e cassonetti”.

Sul ricorso al Tar della ditta concorrente, la Rieco (azienda che svolge analoghi servizi in altri Comuni abruzzesi), Colalongo conclude dicendo di attendere le decisioni dei giudici. (w.te.)

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