Rifiuti sugli scogli Ambientalisti contro i pescasportivi

13 Novembre 2018

Montesilvano, lungo il Saline anche la carcassa di un airone intrappolato da tre lenze. Nuovo Saline: «Controlli e multe»

MONTESILVANO. Cumuli di rifiuti lasciati sugli scogli che non solo degradano il paesaggio e inquinano, ma che risultano nocivi o addirittura letali per la fauna presente lungo la costa. E’ questa la denuncia dell’associazione Nuovo Saline Onlus che, testimonianze fotografiche alla mano, mette in luce un atteggiamento scorretto e incivile da parte di chi pratica pesca sportiva a Montesilvano e a Pescara. «In società civili, la pesca sportiva può essere sinonimo di tutela ecologica, dove è il pescatore stesso a preservare l'integrità ambientale e ne diventa sentinella qualificata», commenta il responsabile dello staff tecnico dell’associazione, Gianluca Milillo. «A Montesilvano e Pescara no. Sulla nostra costa la pesca è spesso sintomo di inciviltà, subcultura e degrado». Le fotografie scattate dai volontari della Onlus descrivono lo scarso rispetto dell’ambiente da parte dei pescatori sportivi, con bottiglie, lattine e cartacce abbandonate sugli scogli e addirittura un airone morto con una lenza arrotolata intorno al becco. La pesca sportiva, dunque, se vissuta con questo spirito, rappresenta un duro colpo per l’ambiente, «tra chi continua a pescare impunito sul fiume Saline nonostante i divieti», aggiunge Milillo, «coloro che massacrano tonni lungo la costa mascherandola da pesca sportiva (anche quando è vietata la pesca) e ora anche l'abbandono dei rifiuti della "pesca sportiva", tra lenze abbandonate che uccidono fauna aviaria, immondizia e degrado». Una situazione drammatica dal punto di vista ambientale che influisce sugli animali presenti, secondo quanto denunciato dall’associazione montesilvanese. «Ciò si somma alle schiere di bracconieri, nascosti e in atteggiamento di sportivi, che impuniti e ignorati dagli enti di vigilanza preposti, non hanno mai smesso di pescare illegittimamente sul fiume Saline e alla sua foce. Se si continuerà di questo passo», chiosa il tecnico ambientale, «pagheranno solo i pochi pescatori onesti e responsabili, assimilati alle colpe di ignobili criminali portatori di degrado e canna da pesca. Anche questo si può aggiungere ai fallimenti dell'azione di prevenzione e repressione dei reati ambientali delle forze dell'Ordine che non vigilano il territorio, per questo l'appello è a quei pochi pescatori sportivi responsabili (che portano via i propri rifiuti e non infrangono i divieti), di denunciare chi trasforma la pesca sportiva in un eco-crimine».
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