Rifiuti, testimoniano Chiodi e Tancredi

Il processo a Venturoni, Di Zio e Di Stefano. Il deputato: dall’imprenditore finanziamento regolare
PESCARA. Il deputato teramano Paolo Tancredi e l'ex presidente della Regione Gianni Chiodi sono stati ascoltati ieri pomeriggio al tribunale di Pescara, in qualità di testimoni della difesa, al processo sui rifiuti nato da un’inchiesta sfociata negli arresti del 2010. Nel processo sono imputati l’ex assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni, il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, l'ex amministratore delegato della società Team Teramo Ambiente Vittorio Cardarella, gli imprenditori Rodolfo e Ferdinando Di Zio e la società Deco del gruppo Di Zio. Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di abuso d'ufficio, peculato e turbativa d’asta, mentre Di Stefano è accusato soltanto di millantato credito o traffico di influenze.
Il procedimento è stato spacchettato tra Pescara e Teramo ma il filone principale è rimasto nel tribunale pescarese. Al centro dell'impianto accusatorio, delineato dai pm Anna Rita Mantini e Gennaro Varone, il progetto per la realizzazione di un impianto di bioessiccazione, che sarebbe dovuto sorgere a Teramo, sui terreni della Team, la società pubblica di gestione dei rifiuti. Secondo l'accusa il gruppo Di Zio, tra il 2006 e il 2009, avrebbe esercitato pressioni per mettere le mani sull'appalto.
Tancredi, che era finito nel procedimento teramano e a quel tempo era coordinatore provinciale del Pdl, è stato chiamato come testimone a riferire in aula in merito a un finanziamento elettorale da 20 mila euro erogato nel 2009 dal gruppo Di Zio.
«In vista della campagna elettorale per le elezioni provinciali e comunali, Di Zio si disse disponibile a finanziarci», ha detto il deputato. «Gli spiegai che avrebbe potuto procedere regolarmente attraverso il conto del partito a Roma».
Tancredi ha aggiunto anche: «Di Zio mi disse che aveva dato contributi anche ad altri partiti».
L’ex presidente della Regione Chiodi è stato invece chiamato a testimoniare sulle vicende relative all'iter per la realizzazione del bioessiccatore che risalgono al periodo in cui era sindaco di Teramo: «Il progetto era inserito nell’ambito del piano provinciale dei rifiuti. Inizialmente si pensò di procedere attraverso una scissione della Team, che portasse una parte della società a gestire le attività del bioessiccatore, ma in seguito questa ipotesi venne ritenuta impraticabile».
Oltre a Chiodi e a Venturoni, sono stati ascoltati, in qualità di testimoni, anche Fabrizio Quarta, ex membro del consiglio di amministrazione di Team, Franco Gerardini, ex dirigente regionale del settore Rifiuti, Antonio Vercesi, funzionario della società Ecodeco. Il presidente del collegio Angelo Zaccagnini ha rinviato l'udienza al prossimo 5 ottobre.
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