Riflettori accesi su bollette e Sevel

I temi abruzzesi al centro del congresso nazionale dell’Unione sindacale di base
MONTESILVANO. I temi economici abruzzesi sono stati al centro del del 3° Congresso nazionale Usb (Unione sindacale di base) che si è svolto a Montesilvano e ha riunito per tre giorni 520 delegati. A partire dai continui stop produttivi alla Sevel. Del resto, non sfugge di certo il legame tra il lavoro e il caro energia che sta producendo effetti negativi sulle aziende private. La conferma arriva da Romeo Pasquarelli, delegato regionale Usb per il lavoro privato: «Il governo deve chiamare Stellantis a chiarire quali siano i veri obiettivi degli stabilimenti produttivi in Italia, a partire dalla Sevel, che è uno dei più importanti». Non manca un appello al governo regionale del presidente Marco Marsilio. Come sostiene Luigi Iasci, delegato Usb Abruzzo: «Il governo trovi risorse per aiutare le piccole imprese, le famiglie a superare questo scoglio, le bollette sono arrivate a prezzi esorbitanti, abbiamo bisogno di sostenere i redditi già in difficoltà a causa della crisi pandemica e della guerra in atto».
Il terzo congresso ha eletto 17 componenti del nuovo esecutivo confederale Usb e 34 per il coordinamento nazionale. Di grande significato l’elezione di Francesco Rizzo, 47 anni, dipendente di Ilva in amministrazione straordinaria, già coordinatore provinciale Usb di Taranto, che va nell'esecutivo nazionale. «Un'occasione», ha commentato il sindacalista, « per utilizzare l'importante esperienza fatta in un contesto tutt'altro che ordinario, come quello ionico, per esportare metodi e strumenti testati nel complicato laboratorio tarantino e per applicarli in altri luoghi. Se penso a come siamo partiti, mi sembra incredibile essere arrivati, in 10 intensi anni, al punto in cui siamo ora». «Anni di lotte, finanche di scoramenti», prosegue, «ma anche di tantissime conquiste, piccole e grandi, ottenute tenendo fede sempre a se stessi e alla mission dell'Usb: essere accanto ai lavoratori, alle loro preoccupazioni, ai timori e portare loro supporto, prima umano, poi sindacale. Questo è stato il nostro modo di intendere il sindacato in vertenze al limite, certamente difficili».

