Riforma dell’Iva, le nuove aliquote

8 Aprile 2021

Il governo pronto ad alzare la quota base dal 4 al 5 per cento: tutte le novità

L'AQUILA. Il Governo è pronto ad approvare la riforma dell'Iva con una semplificazione dell'imposta sul valore aggiunto e l'introduzione di due sole aliquote: una per i beni primari, l’altra ordinaria. Ma l'aliquota base passerebbe dall'attuale 4% ad una cifra che oscilla tra il 5% e il 10%. La riforma dell'Iva si inserisce nel più ampio disegno di ristrutturazione del Fisco. A dare la notizia del progetto di semplificazione è stata Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze, durante l’audizione alle commissioni riunite di Camera e Senato del 26 marzo scorso. Le novità allo studio del ministero dell'Economia e delle Finanze rientrano in un ampio piano di riforma fiscale a cui il Mef sta lavorando nell'ottica di una semplificazione dei pagamenti e dell'applicazione degli oneri fiscali. La riforma dell’Iva ruota intorno a due aliquote: una per i beni di prima necessità, come gli alimenti, che potrebbe oscillare tra il 5 e il 10% e una ordinaria, ridotta di uno o due punti rispetto a quella attuale del 22%. Attualmente sono in vigore tre aliquote: l'aliquota minima del 4% per l’Iva sui generi di prima necessità, quella ridotta, del 10% applicata su servizi turistici, alimentari ed edili. Infine, l'aliquota ordinaria del 22% per l’Iva da applicare in tutti i casi non rientranti nelle prime due aliquote. Salta all’occhio l’aumento dell’aliquota più bassa, incremento che andrebbe a pesare, in particolar modo, sui nuclei familiari con un reddito medio- basso.
Ma, secondo il Governo, «sebbene la proposta di uniformare le attuali aliquote ridotta e super ridotta, prevedendo un’aliquota intermedia, comporti un aumento dell’imposta per i beni assoggettati al 4%, tale aumento sarebbe compensato dalla riduzione dell’aliquota del 10% ed, eventualmente, dalla riduzione dell’aliquota ordinaria. Analizzando l’incidenza dell’Iva sul reddito delle famiglie prima e dopo l’applicazione della riforma sarebbe auspicabile osservare una maggiore diminuzione dell’incidenza per le famiglie con minore reddito disponibile equivalente. La scelta delle aliquote da applicare nella riforma dipenderà da eventuali esigenze in termini di gettito e dagli effetti redistributivi».
Per ora il ministero dell’Economia si sta occupando di proiettare vari scenari per capire quali possano essere gli effetti sul gettito erariale. Una soluzione potrebbe essere quella di ridurre le aliquote Iva e applicarle, in modo limitato, solo a determinate categorie di beni e servizi, così da favorire la corretta applicazione dell’imposta da un lato e continuare a garantire il gettito. Inoltre, ridefinendo le categorie di beni e servizi a cui si applica l’aliquota ridotta, si riuscirebbe a controllare più facilmente i casi di elusione dell’imposta.
In ogni caso, i margini di manovra del Fisco italiano vanno di pari passo rispetto alle decisioni europee: attualmente è in discussione proprio una proposta di direttiva di revisione delle aliquote Iva che, se approvata, garantirebbe una maggiore indipendenza agli Stati membri. (m.p.)
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