Riforma pensioni per il 2024: tutte le formule e i requisiti per lasciare il posto di lavoro

Novità in arrivo per la pensione anticipata ordinaria e per quella di vecchiaia Ecco cosa cambia anche per Ape sociale, Opzione donna e Quota 103
La Riforma delle pensioni, contenuta nella Manovra 2024, ha modificato non soltanto gli strumenti di flessibilità in uscita, ma anche alcune condizioni per l’accesso a formule pensionistiche strutturali. In arrivo novità per la pensione anticipata ordinaria e per quella di vecchiaia, per Ape sociale e Opzione donna, per Quota 103 e la pensione anticipata contributiva. Un capitolo a parte è dedicato al ricalcolo dei coefficienti per le pensioni delle forze armate e a quello delle pensioni miste dei dipendenti pubblici. Per chi rientra nel sistema misto, il decreto legge 2024 cambia l’importo soglia: non viene più richiesto di aver maturato, alla data di presentazione della domanda di pensionamento, un assegno previdenziale pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale, ma una pensione pari all’assegno sociale stesso, che nel 2023 è pari a 507,02 euro e nel 2024 sale e 534,40 euro. Resta invariata la decorrenza per la pensione di vecchiaia: non sono previste finestre mobili e il primo rateo arriva il mese successivo a quello della domanda.
DEROGHE AI REQUISITI
ORDINARI
Anche per il prossimo anno verranno applicate le deroghe ai requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia riservate ad alcune categorie di lavoratori, ma con alcune novità. Gli addetti a mansioni gravose e usuranti vanno in pensione di vecchiaia con quota 97,6 (61 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi) se dipendenti e con quota 98,6 (62 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi) se autonomi. Per quanto riguarda la pensione contributiva di vecchiaia, chi ha i contributivi puri senza versamenti prima del 1996, può andare in pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, ma deve aspettare di avere 71 anni di età. Chi, invece, vuole accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni, dal 2024 deve maturare un assegno pari a 3 volte il trattamento minimo, oppure 2,8 volte se donna con un figlio.
PENSIONE ANTICIPATA
La legge Fornero, nel 2024, permette di andare in pensione anticipata ordinaria con un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Per l’accesso alla pensione anticipata è prevista una finestra mobile che fa slittare il primo rateo di pensione di tre mesi dalla maturazione dei requisiti. Dal 2024, i dipendenti pubblici afferenti alle quattro gestioni previdenziali ex Inpdap, che scelgono la pensione anticipata, subiscono un taglio della pensione anticipata dovuto all’aggiornamento delle aliquote di rendimento della quota retributiva dell’assegno. Per questi specifici lavoratori si allungano anche le decorrenze, ma dal 2025. A regime, nel 2028, si dovranno attendere nove mesi di finestra mobile. Il governo ha rinnovato nel 2024, ma con importanti modifiche, le varie formule di flessibilità in uscita. In particolare, Quota 103, per chi matura i requisiti di 62 anni età e 41 contributi entro il 31 dicembre 2024, impone di accettare un assegno pari al massimo a quattro volte il minimo (nel 2023 era di 5 volte il minimo) fino a 67 anni di età Inoltre, l’assegno viene ricalcolato interamente con il sistema contributivo, perdendo la valorizzazione della quota retributiva del proprio montante. Infine si allungano le finestre mobili di uscita: 7 mesi per i dipendenti e 9 mesi per gli autonomi.
OPZIONE DONNA
Con Opzione donna, nel 2024, le lavoratrici del pubblico e del privato possono andare in pensione con 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre se hanno anche 61 anni di età, con uno sconto fino a due anni se si hanno due o più figli, un anno con un figlio, ma con l’assegno interamente ricalcolato con il metodo contributivo. Le potenziali beneficiarie sono soltanto quelle che rientrano nelle seguenti categorie: caregiver familiari di conviventi disabili o non autosufficienti, invalide o inabili al lavoro almeno al 74% e lavoratrici in esubero, dipendenti o licenziate da aziende per le quali è stato aperto un tavolo di crisi. Chi ha maturato i requisiti con le vecchie regole può ancora esercitare il diritto perché si cristallizza e, se vuole, far aumentare il montante contributivo.
APE SOCIALE
Diventa più stringente: per questa formula di pensione agevolata servono 30 anni di contributi, oppure 36 per coloro che accedono come lavoratori addetti a mansioni gravose o usuranti. Bisogna rientrare in una delle quattro categorie di lavoratori: disoccupati involontari senza sussidio (Naspi), caregiver per assistenza da 6 mesi del coniuge o parente di 1° grado convivente, disabili pari almeno al 74% e addetti a lavori gravosi da almeno 6 anni nell’arco degli ultimi 7 anni. La novità 2024 è l’esclusione dall’accesso all’Ape Sociale per le 23 categorie di addetti a mansioni gravose che erano state individuate nel 2022 e applicate fino al 2023. Dal prossimo anno si torna alle originarie 11 categorie. Non sono previste finestre mobili di uscita per la decorrenza. I cosiddetti lavoratori precoci, che prima dei 19 anni di età avevano già maturato almeno 12 mesi di contributi, possono andare in pensione anticipata con Quota 41 ovvero con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, sia uomini che donne. Si tratta di una misura strutturale, che resta invariata per il 2024. Anche in questo caso non sono previste finestre mobili di uscita per la decorrenza.

