«Riforma? Per ora il giudizio è sospeso»

La cautela dei dirigenti: «Potremmo dare un 9 ma anche 5»
PESCARA. Cautela e scetticismo ma anche voglia di capire di più prima di esprimere giudizi. Sono i sentimenti che animano i dirigenti scolastici dei licei e degli istituti superiori di Pescara, all’indomani dell’approvazione della legge di riforma della scuola. Che, tra i vari punti, prevede a settembre l’assunzione di circa mille insegnanti precari, un concorso entro il prossimo 1 dicembre e una maggiore autonomia dei dirigenti nella scelta dei docenti.
«Intanto è preoccupante ciò che si sente in giro», premette subito la preside del liceo classico d’Annunzio, Donatella D’Amico, «cioè che sono previsti scioperi. Ma a dare un senso concreto alla riforma ora saranno i decreti attuativi e l’unico aspetto che si distingue da questa riforma», fa notare D’Amico, «è la valutazione che si dovrà fornire sui docenti, sui dirigenti e sulla scuola stessa. Questo mi pare un passo in avanti».
E se da una parte, in attesa dei decreti attuativi, la «Buona scuola» di Renzi è «sospesa», per stare alla terminologia che oggi definisce quelli che una volta erano i rimandati a settembre, dall’altro, per la D'Amico, è invece «bocciata» senza appello.
«A questa riforma», continua infatti la dirigente del liceo classico, «do un voto tra il 4 e il 5. E per questi motivi: innanzitutto perché è stata molto impositiva e poi perché ha reso l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria. Anche i licei saranno obbligati a far frequentare ai propri studenti, per 200 ore, degli stage presso aziende o studi professionali. Ma a uno studente di liceo classico, a cosa servirà rimanere per settimane, tanto per fare un esempio», si chiede D’Amico, «nello studio di un notaio? Imparare a fare le fotocopie?».
Alternanza scuola-lavoro che per gli istituti tecnici arriva a 400 ore, una novità che piace alla preside dell’istituto Acerbo, Annateresa Rocchi. «Sono una pioniera in questo ambito», rimarca Rocchi, «per questo ho apprezzato molto che gli studenti potranno avere esperienze pratiche. Per il resto», prosegue la dirigente dell’Acerbo, «nutro un grosso timore sulle disposizioni relative alla valutazione dei docenti. Su questa, infatti, la riforma prevede anche l’intervento di studenti e genitori. Ma avranno le competenze necessarie per giudicare gli insegnanti?», si chiede Rocchi. «Sotto quest’aspetto noi organizzeremo dei corsi», fa sapere. «Tuttavia», osserva, «è presto per dare un giudizio sulla riforma: si dovrà riempire di contenuti. E poi, per quanto riguarda il ruolo dei presidi, non credo che siano così preponderanti, mentre qualche preoccupazione», aggiunge Rocchi, «la suscita l’organico che avremo a disposizione a settembre e ho paura che faremo fatica».
Il voto finale alla riforma per Rocchi «è un 7, suscettibile però di arrivare a 9, ma anche a 5. Dipende da come la “Buona scuola” verrà attuata».
Non entra nel merito, per cautela, la dirigente del liceo Bellisario-Misticoni, Gabriella Consolazio. «Al momento mi astengo dal giudizio sulla riforma», chiarisce, «in quanto bisognerà conoscere gli esiti dei decreti attuativi». Ma su due punti sofferma la sua riflessione. «Che significa», si chiede Consolazio, «che il preside “individua” i docenti? E poi la valutazione. Ben venga», dice «Ma se fosse tutto un bluff?».
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