Rifugio per le donne vittime di violenza nell’ex sede Sprar

9 Maggio 2020

MONTESILVANO. Per liberarsi dalle catene di una violenza fisica e psicologica subita tra le mura domestiche, occorre coraggio e una rete di accoglienza capace di proteggere la vittima e supportarla...

MONTESILVANO. Per liberarsi dalle catene di una violenza fisica e psicologica subita tra le mura domestiche, occorre coraggio e una rete di accoglienza capace di proteggere la vittima e supportarla nel percorso verso una nuova vita. A Montesilvano arriva Sara, il “Sistema di accoglienza rifugio antiviolenza”, che verrà aperto nelle prossime settimane e offrirà protezione alle donne vittime di violenza e ai loro figli. La struttura verrà realizzata in uno degli edifici inizialmente destinato al progetto Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.
All’interno troveranno accoglienza sei donne, individuate dai centri antiviolenza, su segnalazione del pronto soccorso, del medico di famiglia, dei servizi sociali dei Comuni e delle forze dell’ordine.
«Con l’Azienda speciale», ricorda il sindaco Ottavio De Martinis, «avevamo presentato istanza di finanziamento e richiesto al ministero degli Interni una proroga con rimodulazione in diminuzione di posti della progettualità Sprar in scadenza al 30 giugno. La casa rifugio è una struttura pubblica che offre accoglienza e protezione alle donne vittime di violenza e ai figli minori, indipendentemente dallo stato giuridico, dalla territorialità comunale o dalla cittadinanza, utilizzando una metodologia di accoglienza basata sulla valorizzazione delle risorse relazionali tra donne».
Le vittime verranno accolte nell’edificio a tre piani con una duplice modalità: di urgenza, per allontanare immediatamente la donna ed eventuali figli dalla propria abitazione per tutelarne l’incolumità; oppure ordinaria che prevede un percorso, con richiesta di inserimento da parte dei centri antiviolenza, per chi ha necessità di trasferirsi in un contesto protetto in assenza di emergenza.
Oltre ad accoglienza e protezione, le vittime troveranno supporto nella ricerca di un lavoro, accompagnamento nel percorso educativo dei minori, eventuale sostegno al reddito con un progetto individuale per il perseguimento dell’autonomia e al reinserimento sociale.
«Mai come in questo momento storico poteva essere così importante per il Comune di Montesilvano attraverso l’Azienda speciale, dare vita alla casa rifugio», dichiara l’assessore alle Politiche sociali Barbara Di Giovanni, «con la rimodulazione degli spazi inizialmente destinati agli Sprar, è stato possibile convertire la struttura per tutelare le donne vittime di violenza. Questo è un ottimo risultato, con la speranza che possa essere un esempio anche per altri Comuni della provincia e della regione».
A novembre l’amministrazione aveva inaugurato un centro di inclusione in via Roma, dove è stato attivato uno sportello antiviolenza. A causa delle limitazioni legate al coronavirus, l’accesso ai servizi è stato garantito con il numero verde 800.942222, attivo fino alla riapertura della sede.
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